Sciopero rifiuti, adesioni fino al 90 per cento

10 Novembre 2021

Di Giovanni (Cgil): «Se non si riapre la trattativa sul contratto, pronti a nuove proteste sotto Natale»

PESCARA. È stata di oltre l’80 per cento l’adesione allo sciopero nazionale del comparto Igiene ambientale, indetto lunedì da Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, per il rinnovo del contratto collettivo, scaduto da 28 mesi. Fra i lavoratori di Ambiente Spa, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia a Pescara, a Città Sant'Angelo e in diversi centri della provincia, si sono toccate punte del 90 per cento.
Saltato in toto il porta a porta, così come preannunciato, e garantiti soltanto i servizi essenziali, a Pescara i lavoratori non solo hanno incrociato le braccia, ma sono scesi anche in piazza con un presidio davanti al palazzo della Provincia e del Governo. Sit-in a cui hanno preso parte delegazioni provenienti da Lanciano, Chieti e L’Aquila, e culminato con un incontro con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il sindaco Carlo Masci.
Al prefetto è stata consegnata una lettera, in cui sono state illustrate le ragioni della protesta e quindi «le gravi problematiche che affliggono gli operatori del settore», che ogni giorno «garantiscono un servizio essenziale in condizioni critiche». Quindi, la richiesta di «operare nell’ambito delle sue responsabilità e prerogative, per risolvere questa vertenza e impedire l’inasprimento di un conflitto che non potrà che crescere». Il sindaco Masci è stato invece sollecitato a farsi portavoce della situazione con l’Anci.
Dello sciopero, e dei prossimi passi da compiere, si discuterà oggi nei coordinamenti nazionali. «Si farà un punto della situazione», spiega Massimo Di Giovanni della Fp Cgil, «e si valuterà se ci sono i margini per riaprire la trattativa con le associazioni datoriali e, quindi, anche se gli interventi di sensibilizzazioni di prefetto e sindaco hanno sortito degli effetti. Se così non dovesse essere, siamo pronti a organizzare nuovi scioperi, stavolta sotto le festività natalizie. Cosa che vorremo evitare. I lavoratori del settore hanno però diritto ad avere il loro contratto. Durante il lockdown hanno garantito i servizi a tutti, entrando anche nelle case dei pazienti Covid, mostrando sempre grande senso di responsabilità. Ci auguriamo che la nostra azione sia servita. In caso contrario, come detto, saremo costretti ad organizzare altre iniziative a ridosso del Natale».
(a.d.f.)