Sclocco alle colleghe: fatevi sentire

Appello dell’ex candidata sindaco alle consigliere di centrodestra
PESCARA. E le donne di centrodestra cosa dicono del “nodo” che si è creato sulla rappresentanza femminile nella giunta comunale? Proprio a loro lancia un appello dai banchi della minoranza Marinella Sclocco, che alle ultime elezioni è stata candidata alla carica di sindaco del centrosinistra. «Mi rivolgo in primo luogo alle consigliere elette del centrodestra, ma anche alle donne che si sono candidate in quella coalizione e a tutte quelle che le hanno votate. E chiedo un atto di orgoglio e di coraggio alle prime: sentitevi libere e fate vedere quanto siete brave, competenti e anche libere dalla volontà degli uomini, visto che siete state stra-votate dagli elettori», dice Sclocco. È chiaro, e lo dimostrano le ultime scelte “rosa” per i vertici delle istituzioni comunitarie, «che ovunque ci sono donne che valgono e invece qui a Pescara le donne diventano un problema», commenta sempre Sclocco augurandosi che «non si decida di mantenere le elette in consiglio, anziché inserirle in giunta, solo per una sorta di controllo del voto delle delibere».
Coalizione civica, che alle amministrative ha candidato a sindaco Stefano Civitarese, punta l’indice contro gli uomini. «Ci pare», dicono i rappresentanti di questa realtà, «che il vero problema siano gli uomini e non le donne. Ci lascia davvero sconcertati il prolungarsi della diatriba politica nella formazione della giunta al comune di Pescara ma soprattutto l'imbarazzante modalità di gestire il conflitto partitico nei confronti delle donne», commentano dopo aver seguito attraverso le stampa le trattative delle ultime settimane all’interno del centrodestra, che ora sembrano addirittura interrotte.
Parlando delle «liti interne alla maggioranza per trovare una quadra per le quote di genere», Coalizione civica fa notare che «competenze e professionalità delle donne disponibili passano in secondo piano per soddisfare l’arrivismo maschile. Ancora una volta le donne vengono usate strumentalmente, al servizio di una politica ancora oggi dominata dal genere maschile». In un quadro simile «a poco valgono le normative recenti, arrivate dopo anni di lotta, che dovrebbero favorire e garantire una presenza sempre maggiore delle donne in ambito politico istituzionale ma che di fatto restano disattese. Senza un profondo cambiamento culturale sarà difficile superare la misoginia ancora presente nelle caste di lavori in passato esclusivamente maschili», concludono. (f.bu.)

