Sclocco: «E’ un’opportunità per chi è fresco di diploma»

Aiuta a stare insieme, a conoscersi e a trovare un posto di lavoro. L’assessore regionale Marinella Sclocco tifa per il servizio civile. «Non ho mai incontrato un giovane che è rimasto deluso», dice...
Aiuta a stare insieme, a conoscersi e a trovare un posto di lavoro. L’assessore regionale Marinella Sclocco tifa per il servizio civile. «Non ho mai incontrato un giovane che è rimasto deluso», dice nell’intervista al Centro.
Che cosa significa fare il servizio civile?
«E’ un’opportunità per i ragazzi appena diplomati per scoprire una parte di mondo dedicata non solo al volontariato ma anche alle attività sociali. Faccio un esempio: la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) ha fatto un progetto di protezione civile in cui si parla ai giovani e ai pensionati della loro categoria. In questo caso quindi lo scopo è sociale».
Secondo lei l’Abruzzo risponde molto o poco ai bandi per il servizio civile?
«Noi abbiamo sempre dato il cento per cento. Ogni volta che si danno bandi li assegniamo tutti, però devo dire la verità: non vengono distribuiti in modo equo sul territorio. Questo perché non tutti sono preparati a rispondere ai bandi».
Mi faccia un esempio.
«Per esempio L’Aquila risponde molto bene. Altre città no».
Chi è la Cenerentola?
«Se non sbaglio è proprio Pescara anche se più volte sono stati fatti corsi di formazione per le associazioni. E c’è un ufficio, composto da due persone, in Regione Abruzzo che è sempre disponibile. Probabilmente a Pescara c’è bisogno di un ulteriore incontro, anche se l’anno scorso è venuto un responsabile nazionale del ministero perché avevo notato questa differenza sul territorio».
Nella lista dei bandi che pubblichiamo si nota che i Comuni sono praticamente spariti. In realtà il servizio civile potrebbe essere molto utile proprio agli enti locali.
«E’ vero, potrebbe essere davvero utile. Ma per il servizio civile è necessario mettere un tutor, per cui tante volte i Comuni incontrano difficoltà se consideriamo i numerosi adempimenti che hanno da risolvere. Il servizio civile del resto necessita di un’organizzazione».
Sono più gli uomini oppure le donne che rispondono ai bandi?
«Erano più le donne ma la percentuale diminuisce sempre di più. All’inizio erano prevalentemente donne, adesso non è così. Sono quasi alla pari perché le difficoltà di trovare lavoro riguardano uomini e donne alla stessa maniera».
Dopo il servizio civile che cosa accade, l’esperienza fatta dà un’opportunità in più?
«Non ho mai sentito parlare di un’esperienza negativa in questi tre anni da assessore. Più volte ho partecipato agli incontri finali. Sono andata in tutte le province, e mi raccontano di esperienze incredibili. Intanto si conoscono tra di loro. Tra l’altro il servizio civile viene affiancato dal servizio civile internazionale, quindi c’è uno scambio anche all’estero con i ragazzi. Rispetto alla questione del lavoro, molti decidono poi di continuare, perché comunque è una messa alla prova, un’opportunità che loro si danno e che per molti si trasforma anche in un posto di lavoro sicuro».
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