Sclocco: «Ma i cambiamenti partano dai cittadini»

18 Agosto 2018

PESCARA. Quando ha partecipato alla prima seduta da consigliere di quartiere, venti anni fa, all’ordine del giorno c’era «il problema dei combattimenti tra cani in via Lago di Capestrano. Da allora è...

PESCARA. Quando ha partecipato alla prima seduta da consigliere di quartiere, venti anni fa, all’ordine del giorno c’era «il problema dei combattimenti tra cani in via Lago di Capestrano. Da allora è stata percorsa molta strada. Ma bisogna percorrerne ancora molta, per rigenerare il quartiere 3». A parlare è Marinella Sclocco, oggi assessore regionale, cresciuta in via Stradonetto, che ricorda la scelta degli anni Sessanta di creare, nelle città, «dei grandi centri abitativi in cui far confluire persone che non avevano alcun legame tra loro ma alle quali andava assicurato il diritto alla casa. E si è rivelato un boomerang, ovunque. Qui, poi, le case popolari sono nate vicino a Madonna del fuoco, dove c’è una comunità molto unita e quindi creando una grande contrapposizione». Che fare? «Partire dalle periferie non può essere uno slogan», dice rivolgendosi alla politica e sottolineando che si «deve fare di più». C’è bisogno di «voglia di cambiare» e questo desiderio deve «partire dal basso perché la politica può dare degli stimoli ma è accaduto mille volte che non siano stati raccolti dai cittadini. Va portato avanti un lavoro parallelo dal punto di vista strutturale e culturale. Penso a delle aree di socialità e ritengo opportuno dare ai ragazzi una alternativa, perché possono cambiare i loro destini, ne sono certa. Ma in quella si fa ancora poco per gli adolescenti». La Regione, conclude, «si sta muovendo, con progetti mirati anche a questo». (f.bu.)