Sclocco: nessun bisogno di accordi, vincerò al 1° turno

11 Maggio 2019

In caso di ballottaggio sono diversi gli scenari prospettati dagli otto candidati sindaco. Si dice invece «aperto a tutte le forze politiche che condividono il nostro programma” Stefano Civitarese...

In caso di ballottaggio sono diversi gli scenari prospettati dagli otto candidati sindaco. Si dice invece «aperto a tutte le forze politiche che condividono il nostro programma” Stefano Civitarese (Coalizione civica), «Siamo una forza rosso-verde, è chiaro con chi non andremo mai al ballottaggio”, conclude escludendo così l’appoggio esterno al centrodestra.
«Chi l’ha detto che andremo al ballottaggio?», chiede provocatoriamente Marinella Sclocco, «noi vinceremo al primo turno perché il Governo formato dai 5 stelle e dalla Lega si è dimostrato fallimentare portando l’Italia alla recessione. È evidente un vento di sinistra che sta cominciando a soffiare come in Spagna, in Sicilia e a Teramo. E, se proprio dovesse esserci il ballottaggio, valuterò le assonanze del mio programma con quello degli altri candidati. Le alleanze naturali sono con coloro che hanno già governato nel centrosinistra condividendo con me un percorso come Teodoro, Civitarese e Costantini».
Punta a «una coalizione di scopo che metta al centro del suo programma politico la nascita della Nuova Pescara» Carlo Costantini, mostrandosi «aperto al dialogo», ma sottolineando come gli alleati di Carlo Masci a Montesilvano in queste settimane stiano raccogliendo le firme contro la fusione delle tre municipalità. Gianni Teodoro, ago della bilancia in molte competizioni elettorali, si dice «certo del ballottaggio». «Farò come De Magistris a Napoli», dice, «che si candidò da solo e poi vinse da solo al ballottaggio. Non farò accordi con nessuno e non chiamerò nessuno. Chi verrà da me dovrà discutere di progetti e argomenti validi».
Esclude, invece, qualsiasi ipotesi di ballottaggio Carlo Masci, convinto della vittoria del centrodestra al primo turno: «Ho una coalizione molto ampia con 192 candidati distribuiti fra partiti nazionali e forze civiche. Sicuramente andremo da soli per continuare il nostro percorso all’insegna di un cambiamento forte».
Nel pieno rispetto della tradizione del Movimento 5 stelle, Erika Alessandrini dice no a qualsiasi apparentamento, nella convinzione che «le coalizioni sono grandi ammucchiate e quello che accade dopo è che subentrano meccanismi di restituzione elettorale ed entrano sempre gli stessi politici di professione». Discorso analogo fanno anche Mirko Iacomelli di Casa Pound (che non si concede grandi speranze ma «annuncia un casino» se riuscirà a entrare in Comune) e Gianluca Baldini di Riconquistare l’Italia. (y.g.)
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