Scoccia contro tutti: «Io in maggioranza i traditori sono altri»

12 Febbraio 2019

Conferma del feudo Gerosolimo nonostante le lotte nell’Udc Frecciate al duo Cipolloni-Cosimati e al sindaco di Pratola

SULMONA. Il marito Andrea Gerosolimo, alle Regionali del maggio 2014, aveva ottenuto 5.493 preferenze con Abruzzo civico, lista a sostegno del centrosinistra di Luciano D’Alfonso. Domenica la moglie Marianna Scoccia ha confermato la dote di voti di famiglia (5.257) dopo la folgorazione politica sulla strada dell’Udc che ha portato la coppia a sostenere Marco Marsilio e il centrodestra. Scelta finita al centro di veleni in campagna elettorale. Lei, nuova consigliera regionale, disconosciuta da mezzo partito e dallo stesso Marsilio, ha lottato contro tutto e tutti. Eletta sindaco di Prezza nel 2014, sposata con Gerosolimo dal 2012, dal quale ha avuto due figli di 5 e 6 anni, Marianna Scoccia, 37 anni, è originaria di Avezzano, dove gestisce un’azienda di salumi insieme al fratello Lorenzo.
Marsilio ha confermato ieri che lei non farà parte della sua maggioranza. Che ne pensa?
«Mi considero nella maggioranza a tutti gli effetti. E non aggiungo altro».
La considerano una traditrice. Corretto?
«Non scherziamo. Hanno provato a farci di tutto, anche a toglierci due candidati. Abbiamo corso in cinque, con simboli non presenti e poi rimessi, con danni enormi. Siamo stati definiti in tutti i modi possibili: clandestini, traditori, imbroglioni. Anche Cesa (leader Udc, ndr) in campagna elettorale ha detto che Marsilio sapeva tutto della mia situazione. Mai esistiti sotterfugi».
Ha fatto riferimento a due candidati in meno, ovvero Lino Cipolloni e Iride Cosimati, rispettivamente vicesindaco e presidente del consiglio ad Avezzano. Messaggi per loro dopo la sua affermazione?
«Cipolloni e Cosimati hanno fatto perdere una grande opportunità alla città di Avezzano, tant’è che il numero di eletti in Marsica è molto ridotto. Sono loro i veri traditori. Per quanto mi riguarda, difenderò l’intera provincia».
L’avezzanese Cosimati ha scelto di appoggiare l’aquilano Liris. Lei avrebbe fatto lo stesso?
«La Cosimati ha creato molta confusione e ne dovrà rispondere all’interno dell’amministrazione di Avezzano».
Contro tutto e tutti. Nel suo caso non è solo un motto...
«Ho corso senza leader nazionali, come per esempio è stato per la Lega di Matteo Salvini. E ho portato 5.257 voti sul territorio, senza simboli di partito e nonostante tutto. Si capisce che noi abbiamo una gestione del territorio, con un voto strutturato e fidelizzato».
Eppure a Prezza le cose non sono andate al meglio. Ha preso la metà dei voti rispetto alle Comunali.
«Un’analisi che non mi trova d’accordo, nei paesi piccoli la lettura è differente. Innanzitutto c’era l’altra candidata locale, Antonietta La Porta, originaria del paese. Alle Regionali fanno fede i voti riferiti a centrodestra e centrosinistra. E poi alle Comunali hanno votato in 600, mentre per la Regione in 410. Sono un sindaco che ha fatto il proprio dovere».
Lei parla al plurale, come se fosse protagonista di un passaggio di consegne: fuori l’ex assessore Gerosolimo e dentro la Scoccia.
«Non ci sarà alcun passaggio di consegne con mio marito. Siamo una coppia e una squadra, a cominciare dalla famiglia. La nostra gestione del territorio è totale, nel senso che noi facciamo politica 24 ore su 24. E siamo presenti. L’altra volta, lui, aveva ottenuto 5.400 voti. Sfido qualsiasi candidato a confermare questo dato dopo cinque anni. Significa che abbiamo avuto una buona gestione del territorio».
E al sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, cosa diciamo, visto che in campagna elettorale sono volati stracci?
«Anche a Pratola sono andata bene, forse è il caso che analizzi questi dati, la risposta è lì. Per me la Di Nino non è nella scena politica, non lo è stata in campagna elettorale e non lo sarà adesso».
C’è un segreto dietro questa vittoria?
«La gente mi apprezza per umiltà, sincerità e impegno quotidiano: mi vuole bene».
Il suo primo impegno in consiglio?
«Ho estrema voglia di lavorare per il territorio, radunando le forze in campo, le presenze istituzionali e le associazioni che qui operano. Insieme a loro stileremo i punti per i prossimi anni, in maggioranza, è evidente».
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