«Scolari in gita a Rigopiano, cattivo gusto»

I parenti delle vittime rilanciano l’appello contro il turismo del dolore: «Le istituzioni ci devono aiutare di più a proteggere l’area»
PENNE. Basta al turismo del macabro a Rigopiano. I parenti delle 29 persone che a gennaio 2017 hanno perso la vita sotto le macerie dell’Hotel, distrutto dalla valanga staccatasi dal Monte Siella, sono amareggiati da quell’andirivieni di cattivo gusto che si ripete in occasione di ogni ponte festivo. Foto, selfie, risate e panini consumati senza alcun rispetto né di un luogo di dolore e morte né dei divieti disposti dalle istituzioni e dalla legge. Il lungo ponte del 1° maggio rischia di tramutarsi nell’ennesima gita di fastidiosa curiosità, e i parenti delle vittime non ci stanno. L’altro giorno è stata addirittura avvistata una scolaresca ascolana fare tappa davanti alle macerie dell’Hotel Rigopiano. Una visita che ai parenti non è sembrata casuale e soprattutto pertinente ed educativa.
«Noi siamo lì tutti i giorni, ogni giorno con una famiglia diversa per tutelare i nostri cari. Facciamo il possibile per evitare queste cose, ma dovremmo essere maggiormente aiutati dalle istituzioni», racconta Marco Foresta, che a Rigopiano ha perso entrambi i genitori, il papà Tobia e la mamma Bianca Iudicone.
«Il problema è soprattutto nei giorni di festa. Portare le scolaresche in gita mi è sembrata una cosa assurda, di cattivo gusto. Tutti possono andare lì per un ricordo, una preghiera, ma bisogna aver rispetto per quel posto e per chi lì ha perso un padre, una mamma, una moglie o un figlio. Speriamo che il turismo del macabro abbia fine e che la gente abbia buon senso. Di più noi non possiamo fare. Adesso siamo in attesa anche di riprendere gli oggetti dei nostri cari, quelli non fondamentali per le indagini li dovremmo riprendere già dalla prossima settimana», aggiunge Foresta.
Il sindaco di Farindola, dopo le spiacevoli scene che si sono verificate nel giorno di Pasquetta, quando in tanti hanno deciso di ritrovarsi a Rigopiano oltrepassando addirittura la recinzione dell’area sottoposta a sequestro, ha deciso dallo scorso 25 aprile di intensificare i controlli autorizzando gli agenti della polizia locale e i volontari della protezione civile regionale, circa 50, a sorvegliare l’area dell’hotel Rigopiano sottoposta a sequestro.
Il primo cittadino di Farindola ha inoltre confermato che nell’area di Rigopiano permarrà, fino al termine della bonifica della zona sottoposta a sequestro, il divieto assoluto di accesso e di utilizzo delle aree pubbliche destinate a pic nic, punti fuoco e aree giochi, come disposto dall’ordinanza del 2017.
Un’ordinanza in vigore anche la scorsa Pasquetta, ma che non ha fermato i tanti che, anche da fuori regione, hanno tranquillamente superato le transenne, prontamente rimontate dalla società che gestisce la bonifica dell’area, per raggiungere le macerie dell’hotel, sotto le quali sono ancora custoditi gli oggetti personali delle vittime che i parenti attendono di recuperare.

