Scompare un altro hotel storico: il Garden diventa un condominio

19 Ottobre 2022

L’ultimo intervento di ristrutturazione nel 2019, ma nella prima estate Covid il gestore ha detto basta Il sindaco Russo: «È comunque positivo che una struttura non più funzionante possa riconvertirsi»

FRANCAVILLA. L’hotel Garden di Francavilla è pronto a trasformarsi in una palazzina residenziale.
La notizia in questi giorni sta rimbalzando sui social network, ma in realtà il destino della struttura è segnato da circa due anni. Stando alle informazioni, il gestore dell’albergo ha deciso di chiudere nella prima estate post pandemia, messo in ginocchio dalle conseguenze economiche portate dal coronavirus. Un hotel storico, rimasto in attività per oltre 50 anni e che proprio nel 2019 aveva visto un importante intervento di ristrutturazione, compresa la tinteggiatura delle pareti. Una struttura a conduzione familiare, come in questi giorni ricordato dalle tante persone che, anche grazie all’aiuto dei social, hanno voluto riportare alla luce ricordi di serate, pranzi e cene vissute nell’hotel di viale Alcione. L’onda lunga del Covid però ha travolto anche quest’altra storica attività, che si aggiunge a un elenco nel quale se ne trovano altre, come l’hotel Vega o l'hotel La Fenice, anche questi trasformati in complessi residenziali. A differenza degli altri però, nel caso del Garden non sarà necessario fare ricorso all’abbattimento dell’edificio e alla sua ricostruzione: la struttura infatti versa in buone condizioni, anche grazie al recente intervento, e proprio sulla base di questo, la trasformazione potrà avvenire in maniera delicata.
In base a quanto filtra, l’ormai ex gestore ha utilizzato la finestra offerta dal Comune, grazie allo sconto del 60 per cento sulla tassa di riconversione di norma fissata a 640 euro al metro quadro. Una formula, quella del taglio del prezzo, pensata dall’amministrazione Luciani per cercare di recuperare tutte quelle strutture presenti sul territorio, come quelle già citate e alle quali va aggiunto anche l’ecomostro al confine con Pescara. Dall’altro lato, però, non può passare inosservata la perdita di strutture ricettive, su un territorio che, specie durante la stagione estiva, è meta turistica per tante famiglie, in arrivo sia dalle zone vicine che da fuori regione.
«Sapere che un’attività produttiva della città è in difficoltà è sempre una notizia dolorosa», dice il sindaco Luisa Russo. «Il nostro sistema turistico è mutato e continua a cambiare rapidamente nel tempo. I segnali di crescita sono conclamati e incoraggianti. Gli operatori, allo stesso modo, sono soggetti a tali cambiamenti repentini, per assecondare le esigenze di mercato e di chi sceglie la nostra città per le vacanze. In tal senso abbiamo esempi virtuosi, anche in zone non centrali, dove strutture moderne e di lusso appena realizzate hanno avuto un ottimo ritorno in termini di presenze. Dall’altro lato», conclude il sindaco, «ritengo anche positivo che una struttura, non più funzionante da anni, possa sopravvivere riconvertendosi grazie al cambio di destinazione d’uso, piuttosto che rischiare di finire nel degrado».