Scomparsi in città, 21 persone mai trovate

Oggi un convegno dedicato all’attesa dei familiari con il commissario straordinario Bella e i parenti
PESCARA. Cinquecento persone sono sparite in Abruzzo dal 1974. Uomini, donne, ma anche bambini. Nella lista c’è il nome dell’economista pescarese Federico Caffè, un silenzio lungo 35 anni. Ma anche quelli degli scomparsi più recenti, Giovina Mariano, Donatella Grosso, Luca Spoto, Silvana Pica, Cesare Benedetti, che hanno vissuto, lavorato o studiato a Pescara. Nei primi 6 mesi di quest’anno, sono state 157 le denunce di scomparsa in tutta la regione: 88 di queste persone sono state ritrovate, due decedute, 67 da rintracciare. A Pescara sono sparite 42 persone, 21 ritrovate, delle altre non si conoscono ancora i destini. È quanto emerge dal report del commissario straordinario per il governo delle persone scomparse che traccia la mappa nazionale di chi non ha dato più notizie di sé da quasi mezzo secolo.
Quando una persona scompare nel nulla, per anni, senza lasciare traccia, per chi resta è un’attesa senza tempo. E “La scomparsa: un’attesa senza tempo” è il titolo del convegno, promosso da Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo, che si svolgerà oggi alle ore 15 al Museo delle Genti di via delle Caserme, e che ha l’obiettivo di riaccendere i riflettori su chi ha scelto, o meno, di restare solo un ricordo per le famiglie che cercano sempre i loro cari e non si arrendono mai. All’incontro, patrocinato da Comune e Provincia, parteciperanno il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il prefetto Antonino Bella, commissario straordinario per il governo, il vice prefetto Andrea Cantadori e Andrea Grassi, dirigente della polizia di Stato, che relazioneranno sulle sparizioni che in Italia toccano quasi quota 10mila; l’avvocato penalista Nicodemo Gentile, presidente nazionale di Penelope; il sindaco Carlo Masci; il vice prefetto di Teramo (città con il numero di alto di denunce di sparizione, 44) , Roberta Di Silvestro e Virginia Maloni, psicologa forense. Racconteranno i loro drammi personali, Giuseppe Spoto, papà di Luca, romano, 22enne studente a Francavilla scomparso dal 1° aprile 2004 dalla sua abitazione romana, per il quale è stata dichiarata la morte presunta; Renato Frattura, cugino di Giovina Annalisa Mariano, detta Gioia, l’ex dipendente del Comune di Pescara, originaria di Fallo, di cui non si ha più traccia dall’8 marzo 2017 quando è sparita dalla sua villetta di Moscufo (per la 60enne la procura di Pescara ha aperto un fascicolo per omicidio); Roberta Carassai, mamma di Alessandro Venturelli, sparito da Sassuolo nel 2020.
Sarà ricordata anche Donatella Grosso, la ragazza viterbese scomparsa a Pescara nella notte tra il 26 e 27 luglio 1996, dopo essere stata accompagnata alla stazione ferroviaria dall’ex fidanzato che ha sempre sostenuto di non sapere dove fosse diretta. La morte presunta di Donatella, che i genitori Tina e Mario (deceduto nel 2014) non hanno mai smesso di cercare, è arrivata 23 anni dopo la sparizione. Altri misteri irrisolti sono quelli di Silvana Pica, pescarese di 57 anni, di cui non si hanno più notizie dal 17 gennaio 2012 e Pietro Conversano, finanziere 51enne di Monopoli sparito da Fasano il 13 febbraio 2019 e ricercato tra le montagne della Maiella. Per la famiglia, oltre al dolore della scomparsa, anche la beffa: al finanziere è arrivata una multa per non essersi vaccinato.
Il dibattito sarà moderato dall’avvocato penalista Federica Benguardato, vice presidente di Penelope Abruzzo, con il giornalista di Rete8, Luca Pompei, che relazionerà sul ruolo dei media nelle sparizioni. Previsto, infine, un intervento musicale del tenore Dario Ricchizzi.

