Sconterà a casa 4 anni e mezzo «Era l’incubo delle prostitute»
Francavilla, notificati i domiciliari al 34enne arrestato nel luglio del 2014 e poi condannato Rapiva le giovani donne, le minacciava con una scacciacani e le violentava: due le denunce
FRANCAVILLA. Sconterà agli arresti domiciliari la condanna divenuta definitiva a 4 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione D.M., il 34enne di Francavilla al Mare definito dagli inquirenti «l’incubo delle prostitute» finito in manette a luglio del 2014 per sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali aggravate ai danni di due lucciole.
Sono stati i carabinieri di Chieti a notificare all’uomo il giorno di Natale l’ordine emesso dall’ufficio esecuzioni penali del tribunale di Pescara, mentre a identificarlo dopo una accurata indagine e arrestarlo erano stati i colleghi del Nucleo operativo e radiomobile di Pescara. Un «seriale», lo definirono i militari dell’Arma, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, durante la conferenza stampa nell’imminenza del fermo.
L’uomo, disoccupato e celibe, è stato ritenuto responsabile di una violenza sessuale brutale ai danni di una prostituta romena perpetrata il primo luglio di quasi tre anni fa e di un tentativo di violenza ai danni di una seconda lucciola, anche lei romena, avvenuta nel dicembre precedente. I fatti si sono verificati nella stessa zona, in un punto isolato di San Silvestro, tra Pescara e Francavilla. La ricostruzione è dei carabinieri, che hanno ricevuto la denuncia della prima ragazza e poi, nel corso delle indagini, hanno raccolto anche la testimonianza della seconda giovane, capendo dalla descrizione del modo di agire dell’aggressore che poteva trattarsi di un unico violentatore. La prima vittima, che lavora nella zona della pineta sud, ha raccontato di essersi appartata con il 34enne per una prestazione sessuale, dopo aver contrattato il prezzo. Ma poco dopo ha capito che qualcosa non andava perché l’uomo ha raggiunto una zona diversa da quella pattuita. Poi le ha strappato dalle mani il telefonino, ha bloccato le portiere e l’ha violentata per un’ora, creandole lesioni che sono state dichiarate guaribili in venti giorni. Dopo la denuncia, nel giro di 24 ore i carabinieri sono risaliti a D.M. grazie al numero parziale di targa e, nel corso delle indagini su questo episodio, hanno ascoltato anche altre ragazze che lavorano per strada, e una ha riferito di essere stata vittima di un tentativo di violenza a fine dicembre, nei giorni vicini al Natale, ma è riuscita a liberarsi dall’uomo, armato di pistola, tirandogli un pugno sul naso. La dinamica era stata la stessa, dal contatto con la donna in strada fino all’allontanamento in campagna. A casa del 34enne venne trovata la scacciacani priva di tappo rosso che sarebbe stata usata in quell’episodio. L’uomo, finito in carcere su disposizione del gip Gianluca Sarandrea, è stato poi processato e condannato e ora la sentenza è diventata definitiva.(lad’i)
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