Sconti sulle fatture promessi e non applicati

PESCARA. L’amministrazione Comunale di Capistrello aveva stipulato un contratto in base al quale si prevedeva il pagamento di un canone mensile di abbonamento di 812,50 euro per la rete fissa e...
PESCARA. L’amministrazione Comunale di Capistrello aveva stipulato un contratto in base al quale si prevedeva il pagamento di un canone mensile di abbonamento di 812,50 euro per la rete fissa e mobile. Di fatto il contratto è stato effettivamente attivato solo per la rete mobile, rimanendo in sospeso l'attivazione delle linee fisse. L'amministrazione aveva più volte sollecitato l’attivazione di tutti i servizi senza tuttavia ottenere riscontro ai numerosi reclami. In sede di conciliazione è emerso inoltre che la fatturazione era difforme parzialmente a quanto pattuito. Infatti a fronte di una spesa mensile promessa pari 812,50, il Comune riceveva fatture di importi superiori considerato che i relativi costi erano riferibili unicamente alla rete mobile. Rispetto alle contestazioni mosse dal Comune e grazie alla spirito conciliativo dimostrato dal gestore, il Corecom è riuscito a concludere la controversia ottenendo in favore del Comune di Capistrello il riconoscimento dello storno dell'insoluto pari a circa 6.000 euro e un indennizzo di euro 5.000,00. Sempre in tema di trasparenza contrattuale, nel 2016 il Corecom ha riconosciuto anche in capo a un ricorrente privato, il diritto a vedersi attribuire dall'operatore la somma di 6.000 euro a titolo di storno di fatture indebitamente emesse in ragione della non conformità delle stesse rispetto al contratto sottoscritto. In tale caso, il ricorrente aveva sottoscritto un contratto telefonico in base al quale aveva diritto ad uno sconto particolare che avrebbe dovuto abbattere, se correttamente applicato, del 40% i prezzi di listino. Ma lo sconto non era stato applicato.
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