Scontro nel Pd su Luciani è già campagna elettorale

26 Maggio 2015

Francavilla, si vota tra un anno ma sono già cominciate le liti per le candidature I sostenitori del sindaco si dimettono dal partito. Viani replica: ci fanno sorridere

FRANCAVILLA. Manca ancora un anno alle elezioni amministrative di maggio 2016 a Francavilla, ma dopo l’annuncio della candidatura bis del sindaco Antonio Luciani, si respira già aria di campagna elettorale. Le prime schermaglie si registrano in casa Pd, dove alcuni componenti del direttivo locale (contrari al passaggio in opposizione del gruppo consiliare), si sono dimessi e hanno annunciato il sostegno alla candidatura a sindaco di Luciani per il secondo mandato.

«Alla base della scelta», spiega il portavoce dei dimissionari, Christian Bove, «c’è la volontà di riprendere il dialogo con quelle persone di area progressista e democratica, che in questi anni hanno continuato a lavorare per Francavilla: il consigliere Enrico Bruno, gli assessori Francesca Buttari, Gilberto Rapino e Vincenzo Di Lorenzo. Auspichiamo, dunque, che il Pd faccia al più presto chiarezza ufficializzando la posizione che intende assumere rispetto alle prossime amministrative».

Ma il Pd resta lontano da Luciani: «Le dimissioni di alcuni esponenti di minoranza dal direttivo locale, in contrapposizione alla linea della maggioranza e della segreteria, fanno sorridere e risultano prive di qualunque fondamento politico serio», ribatte il segretario cittadino, Edoardo Viani. «Nel Pd non c’è spaccatura ma solo l’abbandono degli amici di Luciani. I dimissionari hanno sempre sostenuto la loro fedeltà al sindaco e l’unica richiesta di cui si sono fatti portavoce è stata sempre la stessa: la tessera per Luciani. Non ci meraviglia che siano più legati alla figura del primo cittadino e del suo entourage amministrativo piuttosto che al Pd», incalza Viani. «Ritengo, pertanto, di accogliere le dimissioni nella forma, rigettandole ai mittenti nella sostanza, in quanto non è mai pervenuta una richiesta di discussione, da parte della minoranza, riguardo le prossime amministrative». Il segretario ipotizza che le dimissioni «siano il frutto di una operazione orchestrata da chi, forse, anche non appartenente al partito», intende mettere alle strette il Pd sulla scelta del candidato sindaco, «il solito polverone alzato ad arte per evitare un confronto serio».

Per Viani, la scelta del candidato sindaco è ancora tutta da valutare. «Il Pd francavillese, come tutti sanno, non si è ancora espresso in merito alle future elezioni amministrative, non precludendo nulla né sbarrando la strada a nessuno», precisa il segretario, «anzi, guardando con attenzione anche alle altre forze di centrosinistra, ambientaliste e al mondo dell’associazionismo finora escluse dall’azione di governo, in un percorso che è già stato abbozzato, tenendosi in continuo contatto con i vertici del partito regionale e provinciale».

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