Scontro nel Pd sul nuovo assessore Di Giulio

4 Aprile 2021

Francavilla. I consiglieri, solidali con la scelta del sindaco, bocciano il no del segretario sulla nomina

FRANCAVILLA. Il gruppo consiliare del Partito democratico prende le distanze dalla nota diramata dal segretario cittadino Mirko Di Muzio sulla nomina ad assessore di Leila Di Giulio: «Ci dissociamo dal comunicato diffuso dall'ex reggente uscente dal circolo Pd di Francavilla», si legge in un comunicato firmato dai consiglieri Tina Di Girolamo, Cristina Rapino e Mario Gallo. «Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di Leila Di Giulio, vicequestore di Pescara, apprezzata servitrice delle istituzioni e professionista da tutti stimata. Quando una persona del suo valore, al termine di una brillante carriera nelle istituzioni che non richiede ulteriori riconoscimenti, decide di mettersi al servizio della comunità, non si può che esprimere gratitudine», proseguono i tre. «Le norme attribuiscono piena autonomia al sindaco nelle scelte dei suoi collaboratori, di cui si assume l’esclusiva responsabilità politica. Non appartiene alla concezione delle istituzioni del partito cui apparteniamo ritenere che solo chi si candida nelle liste del Pd può aspirare a ricoprire ruoli amministrativi, e non ci sia la possibilità di attingere da altri percorsi professionali e di vita», proseguono in risposta a quanto scritto da Di Muzio, specificando che «il coordinamento politico del circolo ha di comune intesa deciso di non esprimere alcun assessore del Pd, in sostituzione di Francesca Buttari, e a questa linea ci siamo attenuti anche come gruppo consigliare».
Poi però passano al contrattacco: «Il sindaco Luciani ha anche in altre occasioni deciso di attingere da liste e percorsi esterni, come è avvenuto nella precedente sindacatura, anche nel caso di Francesca Buttari, che si candidò in una lista civica contrapposta alla nostra coalizione e fu nominata in sostituzione di un assessore indicato dal Pd, senza che coloro che oggi si indignano si indignassero allo stesso modo». E concludono: «Se non si vuole riconsegnare la città alla destra bisogna lavorare per unire e non per dividere, senza queste reciproche esibizioni di arroganza. Resta la nostra richiesta al sindaco di farsi garante, insieme con noi, di una prospettiva comune e condivisa di tutta la coalizione, che deve essere rafforzata ed allargata».
Sul punto interviene anche il primo cittadino Antonio Luciani: «Non posso non rispondere alla nota che, non il Partito democratico, ma un segretario che ancora continua ad autodefinirsi tale, fa pubblicare sul giornale. Sembra quel bambino dispettoso che a un certo punto vuole andare via con il suo pallone interrompendo la partita». E va avanti: «Il Pd è una comunità che al suo interno ha amministratori attenti come i consiglieri Di Girolamo, Gallo e Rapino. È sostenuto anche da chi non ne è membro ma ne condivide i valori, come il sottoscritto e tutti coloro con i quali ho condiviso numerose battaglie politiche».
Ma nell'imminenza delle elezioni amministrative avverte: «Se il Partito democratico dovesse essere veramente contro questo gruppo ce ne faremo una ragione e andremo avanti. Una cosa è certa, il tempo è quasi scaduto». (a.d.s.)