Scontro sui limiti per la movida E ora la maggioranza si spacca

Fratelli d’Italia e una parte di Forza Italia puntano ad affossare il piano dell’assessore Del Trecco Ma la Lega avverte i dissidenti: «Quel documento è obbligatorio per legge e deve essere approvato»
PESCARA. Si inasprisce lo scontro all’interno della maggioranza sul Piano di risanamento acustico, cioè sui limiti alla musica nei locali della zona di piazza Muzii. Fratelli d’Italia e una parte di Forza Italia puntano ad affossare il provvedimento, presentato dall’assessore forzista Isabella Del Trecco, che tornerà in consiglio comunale il 27 aprile per essere votato. Ma ieri il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco è intervenuto per dare l’altolà ai dissidenti: «Il Piano deve essere approvato». Piano che prevede una serie di misure per i locali che fanno musica: installazione di centraline fisse per misurare i livelli sonori; installazione di semafori che avvisino gli esercenti del superamento dei decibel; personale adibito esclusivamente alla verifica di procedure anti-rumore; maggiore sorveglianza delle forze di polizia; sospensione della vendita di bevande alcoliche per asporto nelle ore notturne; sospensione dell’attività ai tavoli preventiva rispetto all’orario di chiusura.
DIKTAT DELLA LEGA Il capogruppo del Carroccio ha annunciato la settimana scorsa che si sarebbe dimesso dal Comune lunedì 17 aprile per dedicarsi all’attività di consigliere regionale. Ma ieri ha ipotizzato un rinvio. «Credo che rimanderò le mie dimissioni per poter essere presente e votare il Piano di risanamento acustico il 27 aprile in consiglio comunale», ha affermato D’Incecco. Un chiaro segnale a FdI e agli esponenti di Forza Italia contrari al provvedimento. «Il Piano di risanamento acustico non è un atto politico», ha fatto presente, «è un atto obbligatorio per legge, perché dopo varie e diverse verifiche fatte negli anni si sono riscontrati dei superamenti dei decibel in quella zona della città e per questo il Comune è obbligato a fare delle azioni». «Ciò non lo decide né il centrodestra, né il centrosinistra, ma la legge», ha avvertito D’Incecco, «non si può essere favorevoli o contrari al Piano. Nel documento ci sono misure che l’amministrazione comunale deve mettere in atto per tutelare la salute, perché il superamento dei decibel è inquinamento acustico e il Comune non si può rendere responsabile dei danni alla salute dei cittadini. Il Piano ti dice che in quella zona ci sono delle problematiche e l’ente deve mettere in atto una serie di azioni. Quindi è un atto dovuto, anzi il Comune è in ritardo nell’approvazione e rischiamo che la Regione imponga un commissario ad acta per mettere in atto le azioni del Piano».
maggioranza spaccata Ma la promessa del sindaco Carlo Masci di fare delle piccole correzioni al Piano prima del ritorno in consiglio sembra non bastare a una parte del centrodestra. Lo stesso assessore al commercio di Fratelli d’Italia Alfredo Cremonese continua a criticare il provvedimento. «Premesso che la legge impone determinati percorsi», ha detto, «penso che Pescara debba rimanere una città turistico-commerciale e quindi è impossibile andare a delimitare alcune zone. Sicuramente dovranno essere previste delle deroghe nella zona di piazza Muzii, perché non si può pensare ad una città dove non ci possa essere un po’ di musica d’estate. Gli esercenti devono avere diritto di lavorare non solo per loro, ma anche per le attività turistiche». Ancora più categorico è il presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli: «Il Piano è stato realizzato con misurazioni dei decibel fatte negli anni passati. L’ultima è dell’agosto 2021 e da allora tutto è cambiato. Prima di prendere provvedimento potenzialmente dannosi, io disporrei altri accertamenti».

