Scontro sui limiti per la movida Gli esercenti: «Bloccate il piano»

20 Aprile 2023

Le associazioni di categoria invitate in commissione lanciano un appello all’assessore Del Trecco «Inutile il provvedimento che indica le misure da adottare contro la musica alta, per noi è un danno»

PESCARA. È bufera sul Piano di risanamento acustico, il documento che contiene le misure da adottare per ridurre i rumori nella zona di piazza Muzii. Dopo la spaccatura registrata nella maggioranza, ora sono di nuovo gli esercenti ad intervenire per chiedere di ritirare il provvedimento. L’occasione per lanciare un appello all’assessore forzista Isabella Del Trecco, che porterà in aula il Piano il 26 aprile per l’approvazione definitiva, c’è stata ieri quando i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno preso parte alla seduta della commissione Attività produttive, convocata dal presidente Fabrizio Rapposelli proprio per affrontare questa questione.
NO AL PIANO Tutte le associazioni di categoria hanno bocciato senza mezzi termini il provvedimento. Erano presenti Fabrizio Vianale per la Confartigianato, Marina Dolci e Gianni Taucci per la Confesercenti, Riccardo Padovano per la Confcommercio, Andrea Lucchi come legale delle associazioni. «Il Comune vuole approvare un Piano per la zona di piazza Muzii che in questi anni si è desertificata», ha detto Fabrizio Vianale, «mentre Pescara cerca di limitare l’attività dei locali ci sono altre città che investono sulla movida in maniera intelligente. Tra l’altro, il Comune si contraddice perché vara questo documento ancora prima di fare il Piano di zonizzazione». «A questo punto», ha affermato, «chiediamo l’azzeramento del Piano per crearne uno nuovo più adatto alle esigenze delle attività commerciali. Nel provvedimento non ci dovranno essere i semafori che indicano quando si sforano i limiti dei decibel, le centraline che misurano il rumore, gli addetti ai controlli della musica. Non c’è l’emergenza che obbliga il Comune ad adottare queste misure».
rumore antropico «Confermo quanto ha detto Vianale», ha osservato Marina Dolci, «non si può pensare di tornare agli anni Sessanta dove non c’era nulla in quella zona. Il rumore antropico, cioè causato dalla presenza della gente in strada, ci sarà sempre. Del resto, gli ultimi rilevamenti effettuati dall’Arta hanno dimostrato che non ci sono superamenti dei decibel per la musica dei locali. Se vengono approvate queste regole, c’è il rischio che qualunque residente possa far bloccare l’attività dei locali».
«COPIATE PARMA» «Questo Piano tutto fa fuorché ridurre i rumori», ha aggiunto Gianni Taucci, «anche quando non c’è tanta gente il rumore antropico supera i limiti. Si deve fare in modo che il rumore non arrivi ai piani superiori dei palazzi, perché non esistono altri tipi di soluzioni. Gli strumenti adottati finora per verificare la musica alta non risolvevano il problema. Non si può chiudere tutta la città, chiediamo il ritiro di questo provvedimento che rischia di bloccare in futuro anche altri territori della futura Nuova Pescara. C’è Parma che ha fatto un piano bellissimo condiviso da tutti, copiatelo.
REGOLE NON CONDIVISE «Per fare un regolamento del genere ci deve essere la condivisione di tutti», ha fatto notare Riccardo Padovano, «soprattutto delle associazioni di categoria. Il bello di questa città lo hanno fatto gli operatori commerciali. Pescara vecchia è un polo attrattivo grazie agli esercenti. La politica in passato si metteva a fianco di questi, ora non più».
PIANO OBSOLETO «Il Comune sostiene che c’è l’obbligo di approvare questo Piano», ha precisato Andrea Lucchi, «la legge dice che va realizzato prima il Piano di zonizzazione acustica: quello di Pescara risale al 2009 ed è obsoleto, perché sono cambiate le norme e la città, tant’è che il Comune ne sta facendo un altro».