Scontro sulla convenzione Sama

4 Marzo 2016

Scafa, non si è ancora sciolto il nodo sulle autorizzazioni per i siti estrattivi

SCAFA. C'erano state accuse di inadempienza da parte dell'amministrazione verso la Regione per la mancata pubblicazione di un bando di gara europeo, entro il 31 dicembre scorso, per riaffidare i siti di estrazione dalla roccia asfaltica anche nei territori circostanti Scafa, Abbateggio e Lettomanoppello.

Oggi, dopo qualche mese di attesa, nonostante le assicurazioni da parte regionale, il problema riemerge e, questa volta, il sindaco Maurizio Giancola, annuncia la segnalazione alla procura della corte dei Conti nel caso non si dia seguito immediato alla procedura. Il sindaco parla di danno erariale per la non riattivazione della concessione mineraria che attiene al compendio di Manoppello, essendo esclusivamente di competenza regionale la gestione del settore cave, miniere ed estrazioni.

Il bando avrebbe previsto anche il riaffidamento della conduzione della Sama di Scafa, opificio di proprietà pubblica, sotto la giurisdizione del demanio, che fino ad aprile dello scorso anno ha prodotto mattonelle d’asfalto ancora oggi molto richieste dal mercato.

Per comporre la querelle e stabilire il da farsi era stato organizzato un incontro fra le parti in causa, ma diversi attori hanno disertato l'impegno: non si sono presentati Giovanni Lolli e Mario Mazzocca della Regione, i responsabili dell'ufficio del Demanio, il presidente della Provincia, Antonio Di Marco. Presenti i soli sindacalisti delle Rsu di Sama ed Italcementi. «Nonostante le assicurazioni, il bando, e siamo a marzo, non è stato pubblicato» annota il sindaco. L'ultimo appuntamento sarà il 9 marzo nell’assessorato regionale alle Attività produttive con il vicepresidente Lolli: in quella sede pretenderò la pubblicazione del bando a stretto giro».

La produzione di mattonelle d’asfalto della Sama è richiesta e la riapertura prevede l'impiego di qualche decina di dipendenti, il che non è poco. «Con l'appoggio delle parti sociali» chiude Giancola, «persistendo i dubbi, porterò la questione al ministero a Roma».

Walter Teti

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