Scontro sulla fusione Sospiri: «La grande città si chiamerà solo Pescara»

Il presidente del consiglio regionale e la polemica per i fondi a rischio «Non perderemo i contributi, lo Stato ci darà 150 milioni per 15 anni»
PESCARA. «Ci sarà il Comune di Pescara, anche perché Nuova Pescara è molto meno bello da dire e da ascoltare rispetto a Pescara. Non a caso, a cento anni dal 1927, nel 2027 sorgerà di nuovo Pescara». Lo ha detto il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, a proposito del nome della grande città che nascerà dalla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Se il nome è uno dei temi che fa registrare accese polemiche, Sospiri sottolinea la necessità di un «ragionamento sereno» e ricorda che «il Comune di Pescara nacque dalla fusione di due Comuni, Pescara e Castellammare Adriatico, e in quel caso prevalse il nome che aveva il maggior radicamento identitario, di storia». «Il Comune che nascerà dalla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore», aggiunge, «reca nel suo statuto la presenza dei municipi appunto perché devono determinarsi le identità costitutive. Ci saranno il municipio di Spoltore e quello di Montesilvano, oltre a quelli di Pescara».
Il presidente del consiglio regionale ha risposto poi al consigliere di Azione Carlo Costantini, leader dell’opposizione e probabile candidato sindaco del centrosinistra, in merito alla presunta perdita di 30 milioni di euro di fondi statali a causa del rinvio del processo di fusione. La polemica era stata sollevata dall’opposizione in conferenza stampa. «È una boutade, perché la nuova città di Pescara non perderà alcun contributo straordinario», sottolinea Sospiri citando il testo unico degli enti locali e il decreto legge del 22 aprile 2023. «Piuttosto lo Stato ci assegnerà 150 milioni di euro spalmati su 15 anni a partire dal 2027, oltre ai 5 milioni di euro previsti in via straordinaria per il 2023 dal decreto legge del 21 marzo 2022, emendamento D’Alfonso».
Il presidente del consiglio regionale passa poi all’attacco politico: «Capisco che la campagna elettorale incombe, ma la matematica, scienza esatta, non ammette scivoloni di tale portata da parte di un candidato alla carica di sindaco del Pd come Carlo Costantini», incalza Sospiri. «Quel rinvio normativo è stato frutto di una legge evidentemente nata male il 24 agosto 2018, mai partita, che ha risentito anche dell’emergenza pandemica che per due anni ha impegnato l’intero Paese, e dunque anche Pescara, Montesilvano e Spoltore, su emergenze ben più gravose. Ormai il processo sta svolgendo il proprio iter e il centrodestra pescarese porterà la nave in porto fra tre anni, come previsto».

