Scontro sulle deleghe ai consiglieri: parte l’esposto al prefetto

Pd e M5S contestano gli incarichi assegnati da De Martinis «Sono illegittimi, il sindaco nomini il nuovo assessore»
MONTESILVANO. C’è chi si appella al prefetto e chi annuncia che chiederà l’intervento della Corte dei conti. È più accesa che mai la polemica sul posto vuoto in giunta, dopo le dimissioni dell’assessore Damiana Rossi che ormai risalgono a oltre un mese e mezzo fa, e sul rinnovo delle deleghe ad alcuni consiglieri comunali da parte del sindaco Ottavio De Martinis, avvenuto nella giornata di venerdì.
Il tema della composizione dell’esecutivo e, in particolare, del mancato rispetto delle quote rosa e degli incarichi attribuiti a diversi esponenti della maggioranza, è finito ieri mattina sui banchi di un’infuocata seduta della commissione Garanzia.
A sollecitare la discussione sono stati i consiglieri comunali di opposizione, Pd e Movimento 5 Stelle, che hanno deciso di informare il prefetto affinché diffidi il sindaco a integrare la sua squadra di governo nel rispetto delle norme. «Con l’atto di giovedì, il sindaco ha ritenuto opportuno trattenere a sé la delega, piuttosto che ripristinare la rappresentanza di genere all’interno del suo esecutivo», commentano i consiglieri di opposizione.
«Una situazione inammissibile», sostengono i consiglieri, «che non abbiamo sollevato all’indomani delle dimissione dell’assessore Rossi, ritenendo la mancata rappresentanza di genere legittima per un periodo limitato, ma che con questa delibera assume un profilo giuridicamente abnorme».
Pd e M5S, inoltre, come già fatto circa un anno fa, esprimono ancora una volta perplessità sulla legittimità della scelta del sindaco di riconfermare le deleghe a diversi consiglieri, ritenendola una strategia per «ampliare» la giunta. «Il Testo unico degli enti locali vieta l’assegnazione ai consiglieri comunali di deleghe per compiti di amministrazione attiva, circoscrivendo le stesse a competenze precise e limitate in una materia tecnica, non di governo ma meramente propositive e di consulenza», ricordano, «è evidente che questa scelta muove dall’esigenza del sindaco di mantenere un equilibrio politico all’interno della sua maggioranza, che tuttavia fatica a ristabilire con diversi suoi consiglieri».
I consiglieri mettono poi in luce come l’unico consigliere delegato ad aver prodotto una relazione al termine dell’anno di gestione della delega sia stato Lino Ruggero, che tuttavia è anche l’unico a non essere stato riconfermato.
A replicare alle minoranze, ieri mattina in commissione, è stato proprio uno dei diretti interessati, il consigliere Marco Forconi, delegato alla sicurezza e all’edilizia residenziale pubblica. «Il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie e di compiti di collaborazione circoscritti all’esame e alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né di adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici», ricorda Forconi, «il teatrino inscenato dall’opposizione è fuori luogo, in commissione non può essere discussa e messa in dubbio una disposizione stabilita dal Testo unico degli enti locali. I consiglieri incaricati dal sindaco non hanno mai promosso atti esterni deliberativi, ma il nostro compito è stato, dal 2019, di proporre atti interlocutori per il sindaco e la giunta, con i quali collaborano».
«Ritengo illegittima la convocazione della commissione Garanzia per discutere di questo argomento», prosegue Forconi, «ritengo sia un grave spreco di denaro pubblico che segnalerò personalmente alla Corte dei conti. Prima di sparlare sull’operato di questa amministrazione consiglio, ancora una volta, al Pd e al M5S di studiare le carte, per evitare l’ennesima brutta figura».
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