Scontro sulle regole per i tavolini: salta il consiglio, parte la protesta

La maggioranza è divisa sulle nuove norme da applicare alle piattaforme esterne di bar e ristoranti In aula manca il numero legale. La Confesercenti: «Ora basta con continui cambiamenti e scadenze»
PESCARA. È braccio di ferro sul nuovo regolamento per i cosiddetti parklet, cioè le piattaforme esterne ai locali che occupano aree di parcheggio utilizzate da bar e ristoranti per mettere i tavolini. Ieri, per la seconda volta consecutiva, è saltato il consiglio comunale che doveva approvare il provvedimento presentato dall’assessore al commercio Alfredo Cremonese.
Mercoledì scorso, il documento era stato rimandato perché non aveva ricevuto il parere della commissione Attività produttive. Parere arrivato ieri mattina, ma la seduta del consiglio convocata successivamente non si è svolta perché è mancato il numero legale, cioè erano presenti solo 10 consiglieri su 11 richiesti dalla legge. Un caso? Alcuni esponenti della maggioranza si sono affrettati a puntare il dito contro dei ritardatari, ma secondo voci di corridoio sul regolamento ci sarebbero delle divergenze all’interno del centrodestra. Tanto è vero che esponenti della maggioranza hanno preparato un maxi emendamento per riscrivere il testo del regolamento, giudicato gravemente carente.
Ma questo ritardo non è privo di conseguenze. Lunedì prossimo, scadono i permessi rilasciati agli esercenti per installare i parklet e per questo il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli ha convocato in fretta proprio per lunedì una seduta per approvare il provvedimento in extremis.
Intanto, le regole inserite nel documento continuano a far discutere. La proroga prevista per l’utilizzo dei parklet è fino al 30 settembre 2023, salvo ulteriori rinvii, un tempo giudicato insufficiente dai commercianti chiamati ad investire migliaia di euro per adeguarsi alla nuova normativa. Infatti, i parklet d’ora in poi dovranno essere realizzati in questo modo: una pedana in legno a quota marciapiedi, pannelli in vetro infrangibile e trasparente lungo tutto il perimetro, sorretti da appositi telai in metallo di colore grigio scuro e resistenti allo sfondamento, alti almeno 120 centimetri. I titolari di bar e ristoranti che utilizzano i parklet, dunque, dovranno adeguarsi spendendo centinaia se non migliaia di euro.
Non mancano le proteste delle associazioni di categoria. «Abbiamo già detto all’assessore, nel corso degli incontri delle settimane scorse», ha affermato il direttore della Confesercenti Gianni Taucci, «che ci sono due priorità per noi: non si chiedano risorse aggiuntive agli esercenti, alle prese con un’esplosione dei costi senza precedenti e si proceda a una regolamentazione dei parklet senza queste scadenze che stanno solo disincentivando la loro installazione. Per una piccola attività, come il 99% di bar e ristoranti, stare dietro a regole in continuo cambiamento e scadenze che si rincorrono è materialmente impossibile. C’è bisogno di un piano come in tutte le città».

