Scoperta la stanza per la droga nella soffitta della casa popolare

Il candidato sindaco Pettinari denuncia: «In via Lago di Capestrano 15 una nuova piazza di spaccio» E nel sottotetto spuntano crack, coltelli e arnesi artigianali per fumare le dosi appena comprate
PESCARA. Una stanza per consumare la droga nella soffitta di una casa popolare di Rancitelli: su uno scaffale di ferro arrugginito ci sono ancora un coltello sporco con la polvere di crack mentre il resto della dose è disposto dritto su un foglio di carta con la mappa del mondo. E poi una pipa artigianale costruita con un tubo viola e un bullone, bottiglie di plastica per fumare altre dosi e un sapone per pulirsi le mani. Questa la scoperta del consigliere regionale Domenico Pettinari, candidato sindaco civico, nel palazzo di via Lago di Capestrano numero 15. Accanto alla porta c’è anche un tavolino bianco con delle tracce di sangue. «Se c’è un inferno a Pescara è questo: un cittadino mi ha descritto così la realtà che vede ogni giorno nel palazzo», dice Pettinari, «è una situazione sfuggita di mano a tutti, in cui consumo e spaccio di droga la fanno da padroni. Purtroppo, i pochi cittadini onesti che abitano ancora qui e negli edifici limitrofi sono costretti a vivere una quotidianità che gli altri pescaresi neanche immaginano».
PROCESSIONE SULLE SCALE Pettinari racconta così la scena: «Tossici in fila sulle scale, che poi consumano le sostanze acquistate sui pianerottoli e nella soffitta; ragazzi accasciati per terra in preda agli effetti delle droghe, che rendono impossibile anche il passaggio sulle scale per uscire ed entrare a casa; sporcizia e degrado ovunque».
TELECAMERE SUI TRAFFICI All’ingresso del palazzo con il portone sempre aperto e il citofono distrutto c’è una telecamera che né l’Ater né il Comune hanno installato: serve a tenere controllo il traffico. Il sopralluogo di Pettinari è sorvegliato, a distanza, dagli agenti della Digos: è il segno che questa zona di Pescara è a rischio. “Gli infami non stanno bene in mezzo a noi. L’infamia si paga”, grida una scritta sul muro. Sulle scale ci sono i manifesti dell’Ater, con la firma del direttore Gianni D’Addazio, che invitano i residenti a portare via i rifiuti abbandonati: «I signori residenti sono diffidati alla rimozione immediata di tutti i materiali estranei presenti nel vano locale macchina ascensore». Le minacce dell’Ater – «sgombero e smaltimento a spese di tutti i residenti» – qui non fanno paura a nessuno.
«COVO DI SPACCIO» Il sottotetto, racconta Pettinari, «è il covo ideale per spacciatori e tossici». Lungo le scale, un tossicodipendente africano pulisce il pavimento con una scopa; un altro, italiano, chiede al consigliere regionale dove stia andando. «Non è accettabile che nel 2023 un cittadino pescarese, che lavora, paga le tasse e magari ha dei figli adolescenti, viva questa situazione. Ed è ancora più inaccettabile se nell’affrontare questa terribile quotidianità si sente lasciato solo proprio dalle istituzioni che dovrebbero proteggerlo e garantirgli un futuro. Io sono venuto a verificare con i miei occhi quanto mi è stato denunciato e mi si è spezzato il cuore nel vedere una simile realtà nella mia città».
LO SPACCIO SI RIPRENDE Con il Ferro di cavallo quasi abbattuto e le tre piazze di spaccio di via Lago di Capestrano 104, via Sacco 66 e via Imele 23 smantellate dai carabinieri con l’operazione “Giorno e notte” – 350 clienti al giorno per un giro d’affari quotidiano di 15mila euro –, Pettinari denuncia: «Benvenuti in una nuova piazza di spaccio. Questo palazzo è un altro fortino della droga. Purtroppo, il centrodestra ha provato a vendere l’abbattimento del Ferro di cavallo come la soluzione a tutti i mali. La storia però ha dimostrato, come ho più volte anticipato, che si è trattato solo di un’operazione spot che non ha risolto nulla, anzi ha forse frammentato il problema rendendolo ancora meno gestibile. Ora bisogna correre ai ripari».
LE PROPOSTE Dopo l’ennesima denuncia, Pettinari dice: «Adesso è importante che si prendano subito provvedimenti. Prima di tutto bisogna garantire la sicurezza: andrebbero attivate delle postazioni di polizia fisse per 24 ore al giorno con agenti che, anche a piedi, monitorino il perimetro degli edifici. È un’operazione indispensabile che può essere garantita solo attivando l’operazione Strade sicure. Per farlo, il centrodestra locale deve chiedere al ministero competente di inserire Pescara nell’operazione. Avere agenti costantemente sul territorio è fondamentale. Noi ringraziamo le forze dell’ordine per l’enorme lavoro che svolgono ogni giorno ma i blitz saltuari servono fino a un certo punto e non risolvono realmente il problema».
«FUORI GLI ABUSIVI» Poi un appello per lo sgombero degli abusivi: «Comune e Ater devono immediatamente attivarsi per avviare un censimento nelle case popolari e verificare chi ha i requisiti. Le persone che non li possiedono più, secondo la legge regionale 96 del 1996, devono essere sfrattate e le case destinate immediatamente ai cittadini onesti che sono in graduatoria in attesa di un alloggio».
LOTTA AL DEGRADO Il piazzale dietro la palazzina è un tappeto di rifiuti: «L’effetto discarica si elimina con il controllo. I luoghi che oggetto di abbandono illegale di rifiuti devono essere monitorati. Bisognerebbe inserire foto-trappole nei pressi dei cassonetti e dare la possibilità ai cittadini di fare la raccolta differenziata. Installare cestini a ogni angolo». Ma il degrado taglia la società: «Il degrado sociale», conclude Pettinari, «va combattuto con i servizi. Inserire nel quartiere un parco per poi abbandonarlo significa solo offrire nuove postazioni a tossici e spacciatori».

