Scoperte in mare le reti abusive Denunciati 4 pescatori di frodo

17 Maggio 2022

PESCARA. Le forze dell’ordine in prima linea contro la pesca di frodo. Due le operazioni condotte negli ultimi giorni, che hanno portato a sequestri e denunce. La prima è stata effettuata dai...

PESCARA. Le forze dell’ordine in prima linea contro la pesca di frodo. Due le operazioni condotte negli ultimi giorni, che hanno portato a sequestri e denunce. La prima è stata effettuata dai finanzieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Antonio Caputo, l’altra dalla guardia civica ambientale.
I sommozzatori della guardia di finanza della stazione Navale di Pescara hanno sequestrato in particolare 300 metri di reti da pesca di frodo e 10 nasse abusive lungo la costa. Le reti, prive di identificazioni, sono state individuate nelle acque antistanti Fossacesia; le nasse abusive invece nel tratto di costa davanti Francavilla al Mare. Erano completamente prive di codici identificativi e di segnalazione, rappresentando pertanto un pericolo per la navigazione. Come fanno presente le fiamme gialle, «la pesca di frodo è un tipo di illecito che da tempo imperversa lungo molte coste italiane. Quella abruzzese poi è spesso meta di soggetti provenienti da altre regioni oltre che da pescatori abusivi locali, alimentando un mercato nero che muove importanti cifre contribuendo ad accrescere il fenomeno dell’evasione fiscale». Di qui i controlli continui da parte dei militari del Reparto operativo aeronavale.
E da fuori regione, dalla Campania, arrivavano i quattro bracconieri beccati e denunciati, sabato notte, dopo essere stati sorpresi dalla guardia civile ambientale a pescare irregolarmente delle anguille nel fiume Pescara, all’altezza di via Puccini. La squadra antibracconaggio, composta da Manuela Fedele, Alessandro Sonsini e Orlando Correntini, ha notato i quattro fermi al margine della banchina del fiume davanti ad una Ford Focus e a terra alcune canne da pesca lunghissime, oltre a materiale non consentito e utilizzato dai bracconieri specializzati nella cattura delle anguille, che sono una specie protetta. Vicino alle canne, inoltre, c’erano alcuni esemplari di anguilla ancora vivi. È stato richiesto, quindi, l’intervento dei poliziotti della squadra volante per ulteriori accertamenti sui quattro, tutti provenienti da Acerra, e si è scoperto che tre di loro avevano precedenti per reati contro il patrimonio. Le attrezzature sono state sequestrate, mentre le anguille vive sono state liberate nel fiume. Nella sacca dei uno di loro le guardie hanno anche trovato un coltello da cucina, lungo 23 centimetri. I quattro sono stati segnalati ai carabinieri del Cites.