Scoperti resti umani al cimitero: esposto di Masci a procura e Asl

Le ossa erano in 400 cassette di zinco e 150 buste. Sarebbero di persone morte negli anni Sessanta Sono state rinvenute in due locali murati durante i lavori di consolidamento del vecchio camposanto
PESCARA. Due lunghi e stretti locali invasi da buste nere, cassette di zinco e qualcuna anche di legno e all’interno ossa. Centinaia di resti umani. L’inquietante scoperta è stata fatta qualche giorno fa nel vecchio cimitero di Colle Madonna da alcuni operai e tecnici dell’impresa che sta eseguendo le opere di consolidamento nell'ala orientale. Durante questi interventi, che prevedono anche la realizzazione di 70 nuovi locali, nell’abbattere un muro si sono trovati davanti due porte, entrambe murate. Dietro, due locali appunto, contenenti approssimativamente 400 cassette di zinco e 150 bustoni neri, più come detto qualche cassetta in legno. Immediatamente sono state informate la società di gestione Ambiente Spa e, di conseguenza, l’amministrazione comunale e, quindi, il sindaco Carlo Masci, che ha provveduto a sua volta, ad avvisare procura della Repubblica e Asl, che ora si occuperanno di fare chiarezza su questa vicenda. «Una vicenda», sottolinea Masci, «dai contorni oscuri. Sono stati scoperti dei resti umani che non avrebbero dovuto essere in quel posto e che non dovevano essere murati. Sappiamo che la Asl ha già eseguito un sopralluogo e quindi ritengo che riceveremo precise indicazioni sul da farsi».
Ma nel frattempo è stata effettuata una indagine interna da parte di Ambiente spa e dai nominativi presenti su alcune cassette e da ricerche sui registri del cimitero è venuto fuori che quei resti apparterrebbero a persone morte alla fine degli anni Sessanta. Su due di esse c’erano proprio le date del decesso. Nulla, invece, sulle buste nere. Dalla stessa indagine, è venuto fuori che sarebbero state collocate lì attorno agli anni Ottanta, in violazione delle norme di legge. Ma come? «Sulla base di quanto raccolto, una possibile ipotesi l’abbiamo fatta», spiega il direttore generale di Ambiente Spa, Massimo Del Bianco. «Ci viene da pensare che quei resti siano stati accatastati in quegli spazi in occasione di lavori di rifacimento dei campi di inumazione, eseguiti agli inizi degli anni Ottanta. Prima di cominciare i lavori o, comunque, come sono andati a muovere il terreno hanno rimosso i resti, appartenenti a persone morte 10 anni prima. E’ solo naturalmente una ipotesi. Ora in quegli stessi campo di inumazione ci sono altri defunti. Riguardo ai resti, scoperti di recente, non ci risulta che qualcuno li abbia reclamati. In ogni modo, generalmente i resti vengonocondotti nell'ossario e solo a quel punto perdono la loro identità. In questo caso ciò non è avvenuto». «Abbiamo effettuato delle ricerche sui registri del cimitero», fa presente il presidente di Ambiente Spa, Massimo Papa, «anche per capire se si trattasse di una situazione di deposito voluta o era una scelta transitoria. Nel primo spazio c’erano comunque 200 cassette di zinco e 50 buste. Altrettanto riteniamo nel secondo». Sempre da quanto emerso dagli accertamenti, quei due locali un tempo erano collegati ad una vicina sala in cui venivano effettuate le autopsie, poi negli anni sono stati trasformati in depositi. Depositi che poi evidentemente qualcuno agli inizi degli anni Ottanta ha pensato di murare con centinaia di ossa umane dentro.
«Tutto questo oltre 40 anni fa. Ciò vuol dire», sottolinea Masci, «che in quel cimitero nessuno ha mai fatto interventi per 40 anni». A proposito di lavori, il sindaco sottolinea che quelli in corso mirano a risolvere criticità come sfaldamenti, creatisi o diventati ancora più evidenti a seguito delle copiose piogge, cadute negli inverni del 2015, 2017 e 2019.
«In alcuni casi», fa presente, «hanno determinato dei veri e propri cedimenti, fessure e sgretolamenti».

