Scoperto e denunciato un falso dentista

1 Agosto 2018

Loreto, la polizia sequestra lo studio di un odontotecnico di 63 anni: non ha titoli per svolgere la professione e lavora in nero 

LORETO APRUTINO. Aveva trasformato il piano terra della sua abitazione in uno studio dentistico e lì riceveva i suoi clienti. A lui si sono rivolti per ricevere prestazioni di vario genere, come otturazioni, pulizia e cura dei denti. E alcuni pazienti lo consideravano “il dentista di famiglia”. Ma il 63enne di Loreto Aprutino, G.M., non è un dentista. È un odontotecnico e non potrebbe svolgere tutte quelle attività proprie dei dentisti. Ecco perché è stato denunciato per esercizio abusivo di una professione e lo studio è stato sottoposto a sequestro dal personale della squadra mobile, diretta da Dante Cosentino.
Sono proprio gli investigatori Pescaresi a ricostruire la vicenda, partita da alcune segnalazioni arrivate in questura sull’attività svolta dal 63enne, che è anche un insegnante. Durante le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, gli uomini della Mobile hanno controllato, tra l’altro, quello che era stato indicato come lo studio medico del 63enne e hanno eseguito dei sopralluoghi nel locale. Durante questi controlli la polizia ha scovato nel laboratorio dell’odontotecnico delle attrezzature da lavoro e anche un lettino da dentista (che poi non è stato trovato al momento del sequestro preventivo). E hanno anche raccolto delle testimonianze di pazienti che hanno raccontato ai poliziotti le cure a cui si sono sottoposti, esprimendo anche dei giudizi positivi sull’attività del 63enne che veniva regolarmente pagato ma, sostiene sempre l’accusa, non fatturava alcunché.
Il tutto avveniva senza i requisiti basilari, sottolineano gli investigatori: l’uomo, conosciuto di fatto come il dentista del paese, non ha i titoli professionali necessari e cioè laurea in medicina e chirurgia e specializzazione in odontoiatria.
A conclusione delle indagini, la Procura ha chiesto e ottenuto l’emissione del provvedimento di sequestro preventivo dello studio di Loreto Aprutino dal giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea. Un provvedimento che è stato ritenuto necessario anche per tutelare l’interesse della collettività al regolare svolgimento delle professioni.
In questo campo, il reato di svolgimento abusivo di una professione (punito dal codice penale con la reclusione da sei mesi a tre anni più una multa) si concretizza quando non ci si limita a costruire apparecchi di protesti dentaria su modelli tratti da impronte (che siano state fornite da medici chirurghi e da abilitati all’esercizio della professione) ma vengono svolte attività riservate al medico, ricorda il giudice nel suo provvedimento.
Agli odontotecnici, aggiunge, sono vietati rapporti diretti con il paziente cioè quelle manovre nella bocca dei pazienti anche di sola ispezione del cavo orale o di semplice rilevazione delle impronte. Ma in quello studio, hanno raccontato i pazienti, c’era a tutti gli effetti un dentista. (f.bu.)