Scoppia la lite per gli assessori E Masci minaccia le dimissioni

Rimpasto, il retroscena del recente vertice di maggioranza: scontro tra sindaco e presidente Antonelli La riunione finita tra matite spezzate e porte sbattute. La Lega preme per le deleghe a concerti e rifiuti
PESCARA. A distanza di tre mesi dai primi segnali – a Ferragosto la Lega aveva iniziato a chiedere il rimpasto della giunta chiedendo un altro assessorato – è scoppiata la lite in Comune: una matita spezzata e lanciata via, la minaccia di dimissioni e poi le porte sbattute. È successo durante una riunione di maggioranza convocata in municipio per discutere del progetto di viale Marconi a 4 corsie. Ma, poco dopo, la politica ha preso il sopravvento sul futuro contestato della strada: burrasca tra il sindaco Carlo Masci di Forza Italia e il presidente del consiglio comunale, Marcello Antonelli della Lega. Da giorni i rapporti sono neri: Masci e Antonelli si salutano in pubblico, anche se ieri il presidente ha disertato la cerimonia per l’inaugurazione della videosorveglianza insieme al vice sindaco Gianni Santilli, anche lui della Lega; in privato, invece, regna un’apparente indifferenza.
«NESSUNA LITE» «A me non risulta nessuna lite», assicura il sindaco al Centro, «le cose tra me e Antonelli vanno bene come al solito. La sua assenza all’inaugurazione? So che è andato via prima che io arrivassi. Però siamo stati insieme alla commemorazione dell’ematologo Glauco Torlontano, un genio della città che merita la presenza delle più alte cariche cittadine».
A VOCE ALTA Ma fonti riservate assicurano che nel vertice del centrodestra, messo alle strette dalla Lega, Masci ha detto che non avrebbe problemi a dimettersi: il sindaco avrebbe voluto gelare gli alleati, ma non è andata così perché Antonelli ha rilanciato e invitato Masci a firmare un pezzo di carta. «Se mi dimetto vi mando tutti a casa, poi, voglio proprio vedere quanti ci riescono a rientrare in Comune», avrebbe detto Masci. «E fallo subito», gli avrebbe risposto Antonelli, «e vediamo un po’ come va». Un putiferio: è stato l’apice della discussione che ha segnato la fine del confronto. Masci e Antonelli non hanno tenuto il profilo basso delle occasioni istituzionali: in tanti, anche fuori dalla stanza, hanno sentito le grida.
CAOS POLTRONE Tutto ruota intorno alla giunta: dopo tre mesi passati ad aspettare, la Lega pretende una risposta dal sindaco. Ma Antonelli e i suoi dovranno attendere ancora: gli equilibri della giunta di Pescara si decideranno dopo la scelta del candidato del centrodestra alla Provincia e la chiusura delle liste in programma per il 27 e 28 novembre. Fino ad allora, sarà un fuoco incrociato. A fronte di 9 consiglieri, il Carroccio ha tre assessori e cioè il vice sindaco Gianni Santilli (verde pubblico), Patrizia Martelli (sport) e Adelchi Sulpizio, delegato alla sicurezza: ora la Lega preme per sostituire Martelli e per ottenere il quarto assessore.
DELEGHE E CONCERTI Ma la Lega vuole anche dettare il ritmo della giunta per la seconda parte del mandato di Masci: l’obiettivo è prendersi le deleghe più pesanti, i Grandi eventi, ora in mano ad Alfredo Cremonese di FdI, i Rifiuti di Isabella Del Trecco (Forza Italia) e la Sicurezza, supervisionata da Masci in persona. Il sindaco prende tempo dall’estate: non vuole essere lui a cacciare Martelli. Per una decisione simile, Masci chiede alla Lega di presentare una richiesta scritta. Finora, al sindaco, una lettera del genere non è arrivata.
FDI TRA ATTACCO E DIFESA Con due consiglieri, Fabrizio Rapposelli e Zaira Zamparelli, FdI si ritrova in credito con una dote di due assessori, Cremonese, con il suo incarico che fa gola a tanti in una città festaiola come Pescara, e Mariarita Paoni Saccone (cultura): FdI dovrebbe rinunciare a una delle due poltrone e chi rischia di più è Paoni Saccone. FdI, in preda a una lotta interna tra Rapposelli e Cremonese, gioca in difesa a Pescara mentre va all’attacco a Montesilvano, città guidata dal sindaco della Lega Ottavio De Martinis, uno che ambisce a diventare presidente della Provincia: a Montesilvano, FdI chiede due assessorati, di cui uno per una donna. Un mosaico di cui parleranno oggi le segreterie provinciali del centrodestra: i coordinatori si vedranno per le elezioni provinciali del 18 dicembre ma per arrivare all’accordo bisognerà stringere un patto per le giunte di Pescara e Montesilvano.

