Scoppia la rivolta degli inquilini Ater

16 Luglio 2017

Decine di cittadini alla manifestazione organizzata da Pettinari (M5S): «I nostri alloggi sono fatiscenti, fate qualcosa»

PESCARA. «Basta, non possiamo più vivere nel degrado, è ora che Ater e Regione intervengano», ha urlato un inquilino che vive in una palazzina fatiscente dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale. Il suo caso è simile a quello di altre decine di cittadini che ieri mattina, accogliendo l’appello del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, si sono ritrovati davanti alla sede della Regione, in viale Bovio, per protestare contro le condizioni poco dignitose dei loro alloggi.
Al sit-in c’erano soprattutto gli sfollati dei tre palazzi di via Rigopiano, sgomberati in fretta e furia per il rischio crollo. Ma non solo. Hanno partecipato anche diversi inquilini di altre abitazioni dell’Ater esasperati per le pessime condizioni dei loro alloggi. La protesta era stata organizzata sotto la sede della Regione con la speranza che il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso potesse ricevere i cittadini. Ma D’Alfonso non c’era nei suoi uffici e al suo posto è arrivato il segretario particolare della sua segreteria, l’ex vice sindaco del Comune di Pescara Enzo Del Vecchio, il quale ha ricordato i 5 milioni di euro che la giunta regionale ha inserito in una delibera, approvata venerdì scorso, per dare il via ad una serie di lavori di manutenzione straordinaria delle case Ater di Pescara.
Del Vecchio ha dovuto affrontare con coraggio la folla di inquilini che protestava. «Quei 5 milioni non figurano nemmeno in bilancio», ha però ribattuto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «È la solita promessa di D’Alfonso per prenderci in giro», hanno gridato alcuni inquilini.
«Pensavo che il buon senso, a seguito di una tragedia come quella avvenuta a Pescara con lo sgombero dei palazzi di via Lago di Borgiano», ha detto Pettinari, «portasse il governo regionale, proprietario delle case Ater, ad agire repentinamente. Invece, nonostante i continui solleciti del Movimento 5 Stelle in commissione, ancora nulla è stato stanziato. Le parole non servono, le tendopoli neanche, ci vogliono i fondi».
«Alcuni cittadini», ha fatto presente Pettinari, «si dicono umiliati da questa situazione. Spiegare ad un figlio che non può andare a dormire nella sua casa, perché non ci sono i soldi per metterla in sicurezza, fa sentire i ragazzi dei reietti e li proietta verso una vita sociale ai margini, con un elevato rischio di attrazione per la criminalità».
Pettinari ha avanzato, in proposito, alcune proposte. «I palazzi di nuova costruzione dell’Ater», ha sottolineato, «vedano come primi assegnatari gli sfollati in regola. In attesa della costruzione di nuovi alloggi, si stipuli una convenzione con i costruttori affinché gli appartamenti non venduti vengano affittati con lo stesso canone Ater. Il resto dell’affitto, calcolato a prezzi di mercato, verrà coperto da fondi regionali». L’ultima proposta riguarda i fondi. «Nel prossimo consiglio utile», ha concluso Pettinari, «deve essere fatta una variazione di bilancio per stanziare nell’immediato 15 milioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei palazzi Ater. I 5 milioni preannunciati sono troppo pochi».
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