«Scoppiano risse in strada anche tra le ragazzine»

4 Febbraio 2020

I commercianti del centro accusano le famiglie e chiedono maggiori controlli  «I residenti hanno paura a intromettersi, si teme che spuntino fuori i coltelli»

PESCARA. Sempre più spesso sentono i racconti di episodi di aggressioni tra giovanissimi. Difficilmente li vedono con i loro occhi, ma quasi tutti sono concordi. Il problema risiede nella scarsa educazione e nell'assenza di adeguati controlli da parte delle forze dell'ordine che raramente pattugliano le zone centralissime di Pescara.
A pensarla in questo modo sono alcuni commercianti, tra edicolanti, titolari di negozi di abbigliamento o di bar, tra la stazione, corso Umberto e piazza Salotto.
«Abbiamo letto del pestaggio del tredicenne sul giornale, ma noi non ci siamo accorti di nulla. Quando c'è così tanta gente come il sabato pomeriggio», spiegano Fabio Ciaccio e Lorenzo Di Cola del Caffè Excelsior a due giorni dall'episodio che ha visto un ragazzo di appena 13 anni picchiato in pieno centro, «è difficile notare qualcosa. Nella massa ci sono tanti ragazzi che vanno in cerca di guai, che attaccano zizzania e scatenano piccole risse».
I motivi? «Forse per rubare qualche telefono», dicono «oppure per mettersi in mostra, ma di certo è che la colpa è delle famiglie. È una questione di educazione e di rispetto. Gli autori di aggressioni come quella avvenuta nei giorni scorsi sono sicuramente ragazzi che non hanno una famiglia alle spalle. Se l'avessero e se fossero stati educati al rispetto degli altri, non si comporterebbero in questo modo».
Di Cola è padre di un ragazzo di 17 anni. «Quando esce il pomeriggio, sono sempre molto preoccupato», confessa. «Lui è un ragazzo tranquillo e per fortuna non gli è mai capitato nulla di simile, ma ovviamente la preoccupazione è inevitabile».
Anche dall'edicola lungo corso Vittorio Emanuele, all'altezza della stazione ferroviaria, vicino a dove si sono svolte le prime fasi del pestaggio dello scorso sabato, il cuore del problema sta nella maleducazione. «Molti ragazzi sono volgari e aggressivi verbalmente anche nei confronti degli adulti. Ricordo che un giorno mentre mi avvicinavo all'edicola con la mia bici, due ragazzi su un motorino stavano per investirmi, così gliel'ho fatto notare», racconta «e loro in tutta risposta mi hanno riempito di parolacce».
«Prima qualche vigile si vedeva in giro lungo corso Umberto, adesso praticamente mai. Al di fuori degli orari di lavoro, il corso non è una zona per nulla sicura».
Fabrizia Felizzi, dell’edicola presente all'angolo tra corso Umberto e via Cesare Battisti da 43 anni, ne fa una questione di mancanza di controlli, ma anche di paura. «Di fronte a un'aggressione, le persone hanno paura a intromettersi. Purtroppo, il rischio è che questi ragazzi portino con sé coltellini o altre armi, ed è questo il motivo per il quale non si interviene. Se ci fosse un maggior pattugliamento, forse questo genere di episodi non accadrebbe».
Di approccio completamente diverso invece Gabriele di Cafè Noir, sotto i portici di piazza Salotto, dietro l'elefante, bar particolarmente gettonato proprio dai giovanissimi. «In più di un'occasione, sono dovuto intervenire per evitare delle piccole risse. Le più aggressive sono le ragazze, alcune delle quali a capo di vere e proprie bande, che si scatenano per futili gelosie. Ricordo qualche tempo fa che nel parchetto vicino al museo Vittoria Colonna c'erano due giovanissime che si stavano picchiando e tutti intorno altri ragazzi in cerchio a guardarle. Avranno avuto 14-16 anni. Siamo dovuti intervenire io e il custode del museo per fermarle. Il problema di fondo», aggiunge «sono i genitori. Questi giovani sono scostumati, rispondono male a chiunque e tra di loro sono sempre più aggressivi».