Scuola, 36mila quarantene A casa uno studente su 5

Lezioni a distanza per 1.584 classi: un dato più alto anche della media nazionale Ma il ministero assicura che il Governo cambierà le regole nei prossimi giorni
PESCARA. Uno studente su cinque è in quarantena e quindi in didattica a distanza. Mentre una classe su tre ha almeno una parte degli alunni a casa. È, questa, la fotografia sulla situazione delle scuole abruzzesi, che si mostrano più in difficoltà della media nazionale. A dirlo è l’ultimo rilevamento effettuato dal ministero dell’Istruzione nella settimana dal 17 al 22 gennaio, diffuso con un report nei giorni scorsi.
Ora ci si aspetta una discesa dei numeri. Non solo per il calo in corso nei contagi, ma anche perché il Governo tra oggi e domani cambierà le regole sulla quarantena nelle scuole, riducendo le differenze tra un istituto e l’altro e tra studenti e resto della cittadinanza, estendendo anche la distinzione tra vaccinati e non vaccinati dove ancora non era prevista.
IL REPORT
La stima degli studenti in didattica a distanza Dad – perché positivi o a contatto con positivi – nella settimana tra il 17 e il 22 gennaio è di 36.087 sul totale di 167.850 in Abruzzo. Il report del Miur, infatti, fornisce il dato percentuale degli studenti che sono in quarantena in Abruzzo: 21,5%, più alto di quello italiano al 18,1%.
Le classi interamente in quarantena sono invece 1.584 su 8.756: si tratta del 18,1%, anche in questo caso superiore al dato nazionale fermo al 15,5%. Le classi restanti, però, non seguono totalmente lezioni in presenza. Ce ne sono infatti 1.646 in didattica integrata Ddi (pari al 18,8%), cioè con alcuni studenti che seguono le lezioni in presenza e altri che invece le seguono a distanza, per evitare situazioni di rischio elevato.
LE NOVITÀ IN ARRIVO
Una delle principali novità in arrivo dovrebbe riguardare l’introduzione di una differenziazione tra alunni vaccinati e non anche alle elementari e l’estensione alla primaria delle regole già in vigore per medie e superiori. Anche i più piccoli dovrebbero quindi passare in Dad a fronte di tre casi di positività in classe e non più due. Se così fosse, con due positivi rimarrebbe a casa solo chi è vaccinato da più di 4 mesi o non ha mai ricevuto nemmeno la prima dose, oppure ha contratto il virus ed è guarito da più di 120 giorni.
Il periodo di Dad sarà comunque più breve rispetto a quello attuale. Il Governo dovrebbe infatti equiparare il sistema delle quarantene scolastiche a quello in vigore per tutti i cittadini: niente isolamento per vaccinati da meno di 120 giorni o con terza dose e guariti, 5 giorni per chi è vaccinato o guarito da più di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati.Se questa decisione fosse confermata, cambierebbero anche le regole per il rientro a scuola. I ragazzi in autosorveglianza che non hanno avuto sintomi potrebbero infatti tornare in classe senza nemmeno presentare il tampone. Quest’ultimo sarebbe richiesto solo a chi è risultato positivo o sintomatico.
Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cambiare anche il sistema “T0-T5” in vigore nella scuola primaria che prevede un test nel momento in cui si viene a sapere che un compagno è risultato positivo e un altro cinque giorni dopo. Questo tipo di “sorveglianza attiva” potrebbe essere sostituito da un T3, ovvero dall’indicazione di eseguire un unico tampone a tre giorni di distanza dalla comunicazione di un caso positivo.
Dovrebbe invece rimanere tutto invariato per le scuole dell’infanzia, dove con un caso di positività si applica al gruppo classe la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni. Una scelta dovuta al fatto che in questa fascia d’età i bambini non sono vaccinati e non portano le mascherine.
LA CAMPAGNA VACCINALE
Numeri così alti nei contagi e nelle quarantene sono fovuti anche al fatto che i giovanissimi restano i meno vaccinati della popolazione. In Abruzzo è infatti immunizzato il 79,58% degli adolescenti i tra i 12 e i 19 anni, pari a 75.385 ragazzi. Tutte le altre fasce di popolazione più anziane superano l’80% e in alcuni casi, a partire dai ventenni, anche il 90%. Inoltre solo il 25,43% degli adolescenti ha ricevuto la terza dose, mentre sono 12.916 quelli che non hanno ricevuto nemmeno una dose.
Numeri ancora più bassi quelli de i bimbi tra i 5 e gli 11 anni, a cui è destinato il vaccino Pfizer con dose pediatrica, che hanno possono partecipare alla campagna solo da poche settimane. Tra loto i vaccinati sono 7.994 (pari al 10,39% della popolazione di questa fascia di età), mentre sono 15.188 (19,87%) quelli che hanno ricevuto la prima dose e attendono la seconda. Ne mancano all’appello ancora 53.299. (l.t.)

