«Scuola, da settembre tutti a lezione in aula»

Quaresimale ottimista. Oggi la Regione incontra il ministro
L'AQUILA . L'assessore all'istruzione, Pietro Quaresimale, è molro ottimista. «A settembre, in Abruzzo, tutti in aula in presenza, anche gli studenti delle scuole superiori». La macchina organizzativa - dice - è già in moto: oggi, alle 17, è fissata la Conferenza Stato-Regioni che affronterà il tema del ritorno in classe. La prima campanella, in Abruzzo, suonerà il 13 settembre: per quella data scuole e docenti dovranno essere pronti ad affrontare il nuovo anno scolastico in tutta sicurezza. La Regione spera che salga anche la soglia del personale scolastico che ha concluso il ciclo vaccinale, oggi ferma all'82%. LEZIONI IN PRESENZA. Il ritorno in presenza sarebbe assodato, secondo quanto afferma l'assessore Quaresimale, anche sulla scorta delle dichiarazioni del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.
«In settimana», spiega Quaresimale, «è previsto un tavolo di coordinamento con l'Ufficio scolastico regionale e con il direttore, la dottoressa Antonella Tozza». Intanto, procede la campagna vaccinale, con la Regione che "spinge" per la vaccinazione di massa del corpo docente e del personale Ata. «I dati sono confortanti», prosegue l'assessore all'istruzione, «circa il 90% dei professori ha ricevuto la prima dose di vaccino, percentuale che scende all'82% per la seconda dose. L'obiettivo è vaccinare il maggior numero di insegnanti per riaprire le scuole con un livello maggiore di sicurezza». DISTANZA E MASCHERINA. Queste restano le due parole d'ordine del Comitato tecnico scientifico, che ha già fornito chiare indicazioni sulle misure preventive da intraprendere per il ritorno in classe.
«Nella relazione del Cts», dice Quaresimale, «è scritto chiaramente che, laddove non c'è possibilità di mantenere la distanza minima di un metro tra gli alunni, sarà imposto l'uso della mascherina durante le lezioni. Stiamo cercando delle soluzioni alternative laddove gli spazi non consentono il distanziamento, anche provando a reperire strutture aggiuntive a quelle esistenti».
Per il momento non si parla di doppi turni, nelle scuole più piccole, che non hanno dimensioni tali, in aula, da garantire il metro di distanza previsto tra gli studenti. «La Conferenza Stato regioni di oggi sarà dirimente, in tal senso», spiega Quaresimale, «in base alle linee guida del Governo, assumeremo le decisioni a livello regionale».
CONTAGI IN AUMENTO. Il Ministro Bianchi e tutto il Governo lavorano per il ritorno a scuola in presenza, ma i dubbi non mancano considerata l’impennata di contagi delle ultime settimane. In attesa di chiudere la questione green pass per docenti e Ata, il piano di ripartenza è pronto, come assicura lo stesso ministro che conferma il rientro, a settembre, a scuola, senza il ricorso alle lezioni a distanza. Il piano che verrà presentato alle Regioni contiene anche le indicazioni del Comitato tecnico scientifico: le lezioni in presenza vengono ritenute necessarie dagli esperti, non solo per la formazione degli studenti, ma anche come momento indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico e di strutturazione della personalità, con gravi danni a lungo termine nell’eventualità contraria.
LE PERPLESSITÀ. A chiedere maggiori ragguagli e rassicurazioni sono i dirigenti scolastici che, nei giorni scorsi, hanno iniziato un pressing notevole: sdoppiamento delle classi, distanziamento e tracciamento rappresentano i dubbi più ricorrenti dei presidi davanti alla prospettiva del rientro a settembre. Ma la presenza in classe è legata anche all’altro tema caldo: la vaccinazione. Entro domani il Governo dovrebbe decidere sul green pass per i docenti. Lo stesso Cts, nel documento del Ministero dell’Istruzione, ritiene essenziale che «il personale docente e non docente, su tutto il territorio nazionale, assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazioni, contribuendo al raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale e alla ripresa in sicurezza delle attività e delle relazioni proprie del fare scuola». Il governo per esempio potrebbe decidere di introdurre provvedimenti mirati, per la vaccinazione dei docenti e del personale tecnico amministrativo, prima dell’avvio dell’anno scolastico, solo in quelle aree del Paese dove è ancora troppo basso il numero di immunizzati.

