Scuola, delusi 7mila abruzzesi

Solo promesse: il governo per ora non sblocca le assunzioni per i docenti delle varie graduatorie
PESCARA. Alla fine il decreto legge che i precari della scuola aspettano da anni, non è arrivato. Al suo posto un “panniciello caldo” costituito dalle linee guida sulla “Buona scuola” e la promessa, l’ennesima per gli aspiranti insegnanti, dell’approvazione martedì prossimo del decreto che dovrebbe sbloccare le assunzioni e svuotare, così come ha detto il premier Renzi, le graduatorie. Il governo, comunque, sarebbe pronto a un piano B.
In Abruzzo sono più di 7mila le iscrizioni in queste liste (Gae) ad esaurimento per insegnare a tempo determinato nelle scuole. Insegnanti che vivono di supplenze e incertezza e che sperano di essere tra quei 120mila che il governo ha promesso di assumere. Il sogno di una vita che ieri è stato rinviato di nuovo.
Graduatorie e fasce. Ufficio scolastico provinciale dell’Aquila, Cisl scuola Chieti e Teramo e Uil scuola Pescara, che hanno fornito i dati inseriti nella tabella, indicano che il numero complessivo dei 7mila abruzzesi andrebbe depurato da coloro che sono presenti in più graduatorie (poiché sono in possesso di più abilitazioni) e dagli insegnanti che sono stati assunti a tempo indeterminato quest’anno scolastico. Inoltre mancano i docenti di sostegno. Piccoli ma concreti scostamenti per insegnanti che nelle graduatorie rimangono divisi in fasce.
La prima fascia è costituita da precari storici, iscritti nelle Gae e nella maggior parte dei casi hanno frequentato la Ssis (scuola di specializzazione per l'insegnamento superiore) di durata biennale, dopo aver superato un concorso d'ingresso, o sono laureati in Scienze della formazione (per le scuole materne e elementari). Il decreto Renzi inizialmente era stato pensato per svuotare queste graduatorie.
Della seconda fascia fanno parte tutti gli abilitati che non sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. La maggior parte ha frequentato il Tfa (tirocinio formativo attivo), di durata annuale, dopo aver superato un concorso d'ingresso, o il Pas (percorso abilitante speciale), di durata annuale, il cui accesso non prevede concorso, ma l'aver svolto 3 anni di insegnamento. Nella terza fascia infine ci sono i non abilitati con titolo valido per l'insegnamento.
Renzi inamovibile. Eppure ieri il pressing affinché il consiglio dei ministri approvasse il decreto sblocca graduatorie è andato avanti per tutto il giorno: parlamentari Pd, renziani e non, e ministro uniti per convincere Matteo Renzi a ripensarci e rimettere in campo la riforma e dare il via al piano di assunzioni straordinarie da settembre. Ma il premier è stato irremovibile: niente decreto, la riforma va tutta trasposta in un ddl da affidare alla responsabilità del Parlamento. Perché chi lo accusa di essere un “dittatorello” si prenda anche, eventualmente, la responsabilità di far saltare le assunzioni con ostruzionismo o altre lentezze.
Ma a fine giornata il risultato è stato uno stallo in Cdm, dopo un lungo braccio di ferro con il ministro Stefania Giannini. Il rischio è che con i tempi parlamentari rischia di saltare tutto. Ma chi ha avuto modo di parlare con Renzi ha riferito una posizione al riguardo molto netta: «Fare un dl solo per le assunzioni sarebbe come recitare liturgie da vetero-sinistra, vetero-sindacalismo». In Parlamento ci sono i tempi per farcela, sostiene il premier, a meno che non siano le stesse Camere a valutare - e chiedere al governo - la necessità di un decreto.
Le linee guida. Il ministro Giannini - incredula per quanto stava accadendo - a Palazzo Chigi aveva avuto in mattinata un colloquio di un'ora e mezza con Renzi presentando le linee guida. I testi erano a quel punto già pronti: un ddl e un dl. Con le coperture per 120 mila assunzioni di precari della scuola: 1 miliardo per i quattro mesi del 2015 (stanziati dall'ultima legge di stabilità) e tre miliardi a regime dal 2016.
Giannini ha spiegato al presidente del Consiglio che le assunzioni promesse a decine di migliaia di precari per quest'anno, rischiano seriamente di saltare. Con il turn over e la copertura dei posti vacanti i nuovi assunti, stima qualche parlamentare, a settembre saranno non più di 35 mila.
Le pressioni ricevute dal ministero e da Palazzo Chigi nelle ultime settimane sui criteri sui quali impostare il piano di assunzioni straordinario, sarebbero per il premier la riprova che per non sbagliare bisogna far discendere le assunzioni dalla riforma e non viceversa.
Il piano per i precari, per di più, era stato inserito in un decreto che conteneva tanti temi diversi (dalla scuole paritarie - con la detrazione per le rette cara a Ncd - al potenziamento di alcune discipline), non tutti caratterizzati da criteri di necessità e urgenza. Di qui, spiegano fonti renziane di governo, la retromarcia imposta da Renzi.

