Scuola in ritardo con i vaccini: campagna per le dosi agli incerti

21 Luglio 2021

Ora la Regione corre ai ripari, Quaresimale: «Giornate dedicate al personale non immunizzato»  I sindacati sono sicuri: «Il caso AstraZeneca ha influito, ma tra i docenti c’è la volontà di difendersi»

Meno di due mesi per mettere in sicurezza il mondo della scuola. È una corsa contro il tempo e contro la variante Delta, ma fondamentale per un ritorno in classe con i pericoli di contagio ridotti al minimo. Dopo l’analisi dei dati che hanno rivelato la presenza di personale scolastico abruzzese ancora senza dosi di vaccino (1.864) o senza aver effettuato il richiamo (3.404), oltre che un numero di ragazzi vaccinati tra i 12 ed i 19 anni che si attesta al 42 per cento, la Regione sta studiando un piano per correre ai ripari. L’obiettivo è immunizzare docenti e no che non si sono sottoposti al ciclo vaccinale o che non lo hanno completato - forse per i timori dopo il caso AstraZeneca -, oltre ad accelerare nella campagna a favore della popolazione abruzzese più giovane.
GIORNATE SPECIALI
«Organizzeremo delle giornate ad hoc per il mondo della scuola». L’assessore all’istruzione Pietro Quaresimale, contattato dal Centro il giorno dopo la pubblicazione dei dati che fanno scattare il campanello d’allarme in ottica della ripresa delle lezioni, svela i prossimi passi della giunta regionale insieme al referente per la campagna vaccinale Maurizio Brucchi affinché si trovi una soluzione al problema degli “incerti”. «Sicuramente la vicenda legata ad AstraZeneca ha influito sulle scelte del personale scolastico di non sottoporsi alla vaccinazione, seppur si tratti di una minima parte», afferma l’assessore. «Adesso provvederemo ad organizzare delle giornate dedicate ad esso e agli studenti, dando quindi la possibilità di ripensare alla decisione precedentemente presa». Il membro della giunta presieduta da Marco Marsilio non si sbilancia sulle modalità: «Ci stiamo lavorando insieme all’assessore Nicoletta Verì e al referente per le vaccinazioni Brucchi».
L’OBIETTIVO
Le prossime settimane saranno decisive affinché si compiano passi in avanti su questo fronte. Le giornate dedicate si terranno con ogni probabilità ad agosto e sarà fondamentale incrementare il numero dei giovani vaccinati: «Certamente è una delle priorità, vogliamo immunizzare il maggior numero possibile di ragazzi per far sì che siano garantite le lezioni in presenza nel pieno della sicurezza». A tal proposito oggi è una giornata importante perché si tiene in mattinata la Conferenza Stato-Regioni: «Attendiamo direttive anche per quanto riguarda gli altri aspetti come il trasporto e il distanziamento nelle aule», afferma Quaresimale.
CAMPAGNA
DI SENSIBILIZZAZIONE
Sul personale scolastico non ancora immunizzato e sulla percentuale di giovani vaccinati interviene inoltre Davide Desiati, segretario generale della Cisl Scuola Abruzzo Molise. «Va avviata da subito una campagna di sensibilizzazione, tenendo comunque conto che la vaccinazione per i ragazzi è partita solo da qualche mese», afferma. «Sul personale le percentuali di vaccinati sono alte», continua il sindacalista, «e riguardo a coloro che non si sono sottoposti a somministrazione va detto che la vicenda AstraZeneca ha creato sicuramente delle incertezze. Va dato modo a queste persone di sottoporsi al vaccino con le dosi che ritengono più sicure», continua Desiati.
C’È LA VOLONTÀ
Il segretario della Cisl Scuola garantisce che tra il personale docente e Ata c’è la volontà di vaccinarsi. «Solo in qualche sporadico caso ho registrato in maniera convinta la scelta di sottrarsi alla somministrazione delle dosi». Ma per Desiati bisogna lavorare anche su altri fronti in prospettiva della riapertura delle scuole. «Ad oggi non ci sono certezze né rispetto alle dotazioni economiche per le scuole né sul personale. Ad esempio ci sono 1.800 persone tra docenti e personale Ata assunte lo scorso anno per ridurre il numero di alunni nelle classi e assicurare le giuste distanze, di cui al momento non si conosce il futuro. Il tempo passa e le decisioni non arrivano».