Scuola, per la riapertura mancano 256 insegnanti

Ma grazie ai concorsi la situazione è in parte migliorata rispetto a un anno fa Desiati (Cisl) avverte: se non si interviene, la situazione esploderà nel 2023
L'AQUILA . In Abruzzo il 12 settembre si tornerà a scuola con 256 cattedre vacanti. Non sono poche ma la situazione è migliorata rispetto allo scorso anno quando il 25% dei posti a tempo indeterminato risultavano scoperti: per l'anno scolastico 2022/2023 la media regionale è scesa al 15%. Va meglio anche rispetto al quadro nazionale, dove solo il 44% dei posti attesi dai concorsi della scuola sarà coperto. Ma la Cisl scuola avverte: «Il miglioramento dei dati è dovuto ai concorsi espletati quest'anno», dice Davide Desiati, segretario per scuola Abruzzo e Molise, «il problema si riproporrà, con maggiore evidenza, il 1° settembre del prossimo anno quando, con i concorsi terminati e le graduatorie esaurite, i nuovi pensionamenti non potranno essere reintegrati. Il rischio è che la percentuale di cattedre scoperte salga ben oltre il 25% registrato nel 2021».
In Abruzzo sono 1.254 le nuove assunzioni a tempo indeterminato e 3.806 quelle a tempo determinato: 1.123 in provincia di Chieti, 940 in provincia di Teramo, 906 all'Aquila e 837 a Pescara. Delle 256 cattedre cavanti, la maggior parte è in provincia di Chieti che detiene il record negativo. A seguire Teramo, Pescara e L'Aquila. «Per evitare ulteriori emergenze», spiega Desiati, «andrebbero già indetti nuovi concorsi, soprattutto per le discipline Stem, le materie tecnico-scientifiche e matematiche, che risentono maggiormente della carenza di docenti». Sul piano nazionale sono 31mila i posti vacanti a fronte degli oltre 55mila attesi dall'espletamento dei vari concorsi: il 56%. Le procedure in corso sono quattro: il concorso più impegnativo, l’ordinario della secondaria, bandito più di due anni fa, ha definito circa il 40% delle graduatorie previste. In particolare, delle 26.871 cattedre fissate dal bando, ne sono state al momento coperte soltanto 13.743, cioè poco più della metà (51%). Pertanto, non sono state assegnate, 13.128 cattedre, comprese 6.053 rimaste vacanti. Dopo il parziale insuccesso di un anno fa delle discipline Stem, nell'area tecnico-scientifica, che sono state stralciate dal concorso generale, non hanno conseguito l’obiettivo di conclusione immediata le nuove Stem 2022 con appena il 61% di graduatorie definite: ne consegue che soltanto 582 cattedre delle 1.685 a bando sono state coperte (35%) e, quindi, non sono state assegnate 1.103 cattedre, comprese le 336 vacanti.
Il concorso straordinario-bis per la secondaria, nonostante la semplificazione della procedura con la sola prova orale, ha definito solamente il 40% delle graduatorie attese con la copertura di 3.193 cattedre e la non assegnazione di 11.227, comprese 118 rimaste vacanti. L’unico concorso, che ha quasi concluso le procedure, con la definizione di 57 graduatorie su 59, è quello ordinario di infanzia e primaria. Soltanto 7.252 posti dei 12.863 previsti sono stati coperti, lasciandone non assegnati 5.611, compresi 5.389 vacanti, tutti di sostegno. (m.p.)

