Scuola, per riaprire il 24 è corsa contro il tempo

8 Settembre 2020

L’assessore Fioretti: «Sono in contatto con i presidi, lavori in dirittura d’arrivo» E lancia un invito ai ragazzi: vi chiedo massima responsabilità e prudenza

L'AQUILA. L'Abruzzo si prepara all'avvio delle lezioni scolastiche tra incognite e corsa contro il tempo. L'adeguamento delle strutture scolastiche e il reperimento degli insegnanti e del personale Ata sta procedendo senza sosta in tutte le scuole d'Abruzzo. Qualcuno sta ancora ultimando i lavori, altri perfezionano ingressi e uscite dei ragazzi, ma non mancano problematiche di altra natura. C'è molto fermento e c'è molta preoccupazione perché tutto deve essere pronto entro 14 giorni.
L'assessore regionale alla Scuola, Piero Fioretti, è fiducioso per le tempistiche ed è certo di poter contare sull'aiuto di tutti. Ai ragazzi chiede massima prudenza e senso di responsabilità non solo per il ritorno in classe ma anche per la quotidianità.
LA RIORGANIZZAZIONE. La posticipazione della riapertura delle scuole al 24 settembre ha permesso a molti dirigenti scolastici di organizzare meglio la ripresa delle lezioni. Fioretti, che da mesi sta lavorando su questa data X, è certo che per il 14 settembre poche scuole sarebbero state pronte a riaccogliere i ragazzi con tutti i protocolli e le normative in regola. «Le notizie che mi arrivano dalle realtà locali sono rassicuranti», ha precisato l'assessore regionale, «non ci sono situazioni di difficoltà o di emergenza, sicuramente se si fosse riaperto il 14 con i tempi non ci saremmo stati. Molte scuole non avrebbero mai fatto in tempo a essere pronte. Proprio per questo tutti hanno sostenuto la scelta della Regione di spostare al 24 la riapertura, anche per avere una migliore organizzazione. Penso per esempio ai docenti che in questi giorni si stanno sottoponendo ai test. Non sappiamo quanti sono positivi e quanti dovranno rimanere a casa in quarantena. A questi si aggiungono anche tutti i docenti "fragili", il personale Ata e i tecnici che hanno manifestato la loro preoccupazione e potrebbero non andare a scuola».
Secondo Fioretti c'è «una falla all'interno dell'organizzazione scolastica per quanto riguarda eventuali casi positivi. Le procedure che verranno attivate non sono chiare soprattutto per i docenti o per gli assistenti scolastici che risulteranno positivi e dovranno decidere se fare o meno la didattica a distanza. Qui a mio avviso c'è bisogno di fare necessariamente chiarezza per evitare poi disagi durante l'anno scolastico».
LE STRUTTURE. Fioretti ha avviato da settimane un colloquio costante con amministrazioni provinciali e comunali per capire come stanno organizzando il lavoro. «Si stanno creando nelle varie comunità le condizioni per la riapertura delle scuole», ha continuato l'assessore, «dopo essermi confrontato con sindaci e i presidenti delle Province sono certo che i lavori saranno ultimati per il 24, ma per il 14 era impossibile. La mia preoccupazione è però su tutto il resto. Penso per esempio ai banchi che arriveranno a fine ottobre, e spero che siano valutate tutte le situazioni per capire soprattutto chi ne ha più necessità, ma anche alle mense che dovranno essere gestite attenendosi ai protocolli nazionali».
I TRASPORTI. Andare a scuola a piedi, secondo l'assessore Fioretti, potrebbe essere una valida soluzione per evitare molti problemi. «Il comparto pubblico ha già attivato tutte le procedure per rispondere alle esigenze degli studenti», ha sottolineato l'assessore, «bisognerà vedere come verranno gestiti gli scuolabus dalle varie società private o dai comuni. E se serviranno altri mezzi eventualmente per organizzare i trasporti. A mio avviso sarà necessario il supporto della famiglia e magari di progetti come "Piedibus" grazie ai quali i bambini potranno andare a scuola a piedi. Tua ha preparato un piano per assicurare l'80 per cento dei posti su ogni bus. Ora è al vaglio del comitato scientifico regionale».
L'APPELLO. Per Fioretti il rientro in classe, ora che è stata spostata la riapertura, abbattuti i costi della doppia sanificazione e permesso a molti docenti di entrare nelle scuole sarà «più organizzata. Il problema ci sarà dopo, quando bisognerà capire che incidenza avrà la pandemia. Per questo voglio mandare un messaggio chiaro ai ragazzi: è importante andare a scuola in sicurezza, ma anche tornare a casa in sicurezza. Vi invito a indossare sempre la mascherina e a prestare attenzione a tutto. Attenzione a sanificarvi sempre le mani, a non toccare oggetti dei compagni, a non salutare un nonno o una nonna che magari non sta bene senza la mascherina. Se un vostro amico, un familiare o un insegnante è fragile e quindi più soggetto ad ammalarsi cercate di mantenere le distanze e avere la massima precauzione nel parlare o intrattenervi con lui. Dovrete essere responsabilizzi a casa come a scuola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA