Scuola, rientro in sicurezza Via ai tamponi agli studenti

I presidi sollecitano lo screening, il sindaco annuncia le date: si inizia sabato
PESCARA. Domani tornano a scuola migliaia di studenti pescaresi di ogni ordine e grado. Nel Pescarese solo gli studenti delle superiori sono 15.400 di cui 11.300 frequentano i dieci istituti della città. A questi si aggiungono 3.600 docenti e 1600 del personale Ata. Per la sicurezza di tutti, i presidi degli istituti superiori (dove la campanella suonerà dopo le 8 e intorno alle 10), che stanno già pensando a lezioni all’aperto nei cortili scolastici o nei parchi, chiedono alla Asl di organizzare un giro di tamponi agli studenti allo scopo di aumentare la sicurezza nelle aule e per tranquillizzare le famiglie preoccupate dalla pandemia. Il provvedimento è stato sollecitato, alcuni giorni fa, da Maria Concetta Falivene, garante dell’Infanzia e adolescenza della Regione Abruzzo. «Tamponi per gli alunni di elementari e medi», già predisposti, «per i prossimi due fine settimana, a Porta Nuova». L’annuncio è del sindaco Carlo Masci, che con l’assessore Gianni Santilli e la responsabile territoriale Asl Rita Mazzocca, sta organizzando lo screening di massa per sabato 10 e domenica 11 e per il 17 e 18 aprile. Nel centro tamponi di Porta Nuova saranno installate 5 postazioni con 10 unità, tra medici e infermieri.
Tra molti dubbi (causati dai numeri altalenanti dell’emergenza sanitari, ieri solo 5 casi di contagio a Pescara) e certezze (per alcuni, il desiderio di fare lezioni in presenza), gli studenti delle superiori tornano in presenza al 50%, i restanti continueranno a fare lezioni a distanza. Ogni settimana, o due, il cambio delle turnazioni. Ma non tutti i ragazzi sono felici di tornare a scuola. Andrea Pimpini, studente pescarese, scrive al Centro, per esprimere «perplessità» sul provvedimento governativo di rientro che mette su due piani «i professori vaccinati ma non gli studenti». E punta il dito sulla piaga: «Ho un genitore malato, non ancora vaccinato. Tornando da scuola potrei trasmettergli il virus. Se dovesse accadere di chi sarà la colpa?». I dirigenti scolastici interpellati rispondono che «le situazioni di questo tipo saranno valutate caso per caso».
«Sono contenta di ripartire in presenza perché la scuola cade in un incontro reale, non virtuale» è l’avvio della preside del liceo Classico D’Annunzio (1.160 studenti, 49 classi, 118 docenti) Antonella Sanvitale, «in questo anno scolastico siamo stati solo due mesi in classe, dal 24 settembre al 28 ottobre e dall’11 gennaio al 6 febbraio, quindi la voglia di tornare in aula c’è. Ad maiora a tutti. Il tampone è auspicabile perché tranquillizza gli animi, ma nella scuola non ci sono pericoli e i ragazzi non reggono più» alla didattica a distanza. Scuola all’aperto? «Educazione fisica si fa già, anche in inverno».
Voglia di tornare a pasticciare nei laboratori di enogastronomia per gli allievi dell’Alberghiero De Cecco (1.200 studenti, 120 disabili, oltre 100 docenti). Ne è sicura la preside, Alessandra Di Pietro, che ha fatto già un passo avanti: «Faremo lezioni all’aperto nel cortile dell’istituto e nell’orto didattico di via dei Marsi, quando il meteo lo consentirà. Abbiamo a disposizione 15 gazebo e 25 panchine che installeremo nei prossimi giorni. Intanto abbiamo riaperto anche i laboratori di via Tirino, dove i ragazzi entreranno a rotazione nella massima sicurezza, ancor di più considerando che nelle cucine si muovono continuamente. Registriamo la stanchezza, l’affaticamento, la demotivazione dei ragazzi con la didattica a distanza, ma anche l’apprensione di alcuni genitori e docenti. Sono sicura, però, che ognuno farà al meglio la sua parte. Chiediamo i test per la tranquillità di tutti e attenzione anche da parte dei trasporti», conclude Di Pietro.
Ricreazione all’aperto per gli studenti del liceo Galilei, sedi via Balilla e via Vespucci, 1.600 allievi che rientreranno a scaglioni anche per non incidere sui trasporti.
Il preside, Carlo Cappello, rassicura sul piano di rientro che segue le modalità dei ritorni a scuola precedenti: «È tutto pronto: gel in ogni ambiente, personale vaccinato, turni di ingresso scaglionati. Mancano i tamponi che darebbero maggiore sicurezza, ma l’importante è attenersi alle regole. Ho raccomandato a ragazzi e famiglie di non cambiare i giusti comportamenti, né dentro né fuori la scuola. Così facendo continueremo a non avere casi di contagio, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Anche se i genitori sono un po’ preoccupati, gli studenti vogliono esserci, ma andremo incontro alle esigenze di tutti».
«Speriamo che tutto vada bene» è l’auspicio di Nora Ruggieri, preside del liceo scientifico Da Vinci dei Colli (115 insegnanti, 1.500 studenti, 200 nella succursale di piazza dei Grue) «noi siamo pronti a ricominciare, alle 8,05 la prima campanella, alle 9,55 l’altra, che incontra l’esigenza dei pendolari. Abbiamo sanificato gli ambienti, risistemato le aule col metro buccale, disegnato i percorsi, riverniciato le aule e potenziato le connessioni internet nella sede di piazza Grue».
«Tutto pronto» anche all’Acerbo, 1.400 studenti. Il dirigente Carlo Di Michele invita ad «evitare gli allarmismi e rispettare le regole. Con il personale scolastico quasi del tutto immunizzato, sarebbe utile un giro di tamponi per rafforzare la sicurezza. Ma ci tengo a sottolineare che la scuola, in generale, è un luogo sicuro». No alle lezioni all’aperto: «Sono favorevole ad ogni forma di socializzazione all’aperto, ma le lezioni si tengono in aula».
Se ci sono studenti in quarantena da Covid, domani non possono rientrare a scuola.
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