Scuola, troppi aspetti da chiarire

Dai nuovi banchi all’uso delle mascherine e i contagi in aula, ecco i principali
PESCARA. Il rientro a scuola, in Abruzzo, è fissato per lunedì 14 settembre, salvo diverse disposizioni (causa referendum ed elezioni Comunali il 20 e 21 settembre, il presidente regionale dell’Anci, Gianguido D’Alberto ha sollecitato la Regione per un rinvio).
A tre settimane dalla riapertura sono molteplici i dubbi da sciogliere per un ritorno in classe in sicurezza. Vediamo i principali.
Il primo riguarda l’arrivo dei nuovi banchi. Quel che è certo, al momento, è che dei 2 milioni e mezzo di banchi monoposto, con o senza le rotelle, ordinati dalle scuole per poter garantire il metro di distanziamento fra gli alunni, a settembre ne arriveranno pochini. Cinquecentomila di questi dovranno essere prodotti dall’azienda abruzzese Vastarredo.
Gli 11 vincitori della gara d’appalto stanno correndo e le prime consegne sono previste entro il 10 settembre, ma solo a fine ottobre dovrebbe essere raggiunta una soglia accettabile di sostituzione di arredi. Nella riunione con presidi, sindacati, direttori degli uffici scolastici, Regioni, Province e Comuni, il ministro Lucia Azzolina e il responsabile dell’emergenza Domenico Arcuri hanno illustrato i criteri di precedenza nelle consegne: i primi arriveranno nelle regioni dove l’indice di contagio Rt è più alto (al momento Lombardia, Veneto e Lazio) ma i casi sono in aumento anche al Centro (l’Abruzzo è a 1.33) e al Sud. Si darà la precedenza alle scuole elementari perché i bambini dai 6 ai 10 anni sono quelli che hanno più necessità di tornare a fare scuola in presenza. Per ultime le regioni che inizieranno la scuola più tardi e le aree dove è possibile supplire alla mancanza di spazi interni con il ricorso a spazi esterni alla scuola. L’Associazione nazionale presidi ha fatto notare che è proprio al Centro-Sud che le scuole avevano più banchi doppi, dunque inservibili ai fini del metro di distanziamento.
L’altro grosso nodo da sciogliere riguarda l’uso delle mascherine. C’è ancora grande confusione. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, in un’intervista a Skytg24, ha detto che dai 6 anni in su andrebbero indossate per tutto il tempo in cui si resta in classe, a meno che non si venga interrogati. Le uniche eccezioni ammesse sono legate a condizioni particolari, come nel caso di un bambino o una bambina con difficoltà neurologiche o psicologiche. In serata ha fatto una parziale marcia indietro richiamando la validità del protocollo della settimana scorsa in cui si sosteneva che al banco, se è rispettato il metro di sicurezza, la mascherina non è necessaria. Va indossata ogni volta che ci si alza e in alternativa al metro nel caso in cui proprio non sia possibile garantire il distanziamento. Ma le deroghe devono riguardare solo poche eccezioni e comunque vanno risolte il più presto possibile. Una richiesta che si scontra con i tempi di consegna dei banchi monoposto. In ogni caso il commissario Arcuri ha assicurato che le scuole riceveranno 11 milioni di mascherine al giorno e 170 mila litri di gel igienizzante alla settimana.
Altra perplessità è legata alla misurazione della febbre prima di entrare a scuola. È responsabilità dei genitori far in modo che i figli che escono per andare a scuola siano sfebbrati. Ma chi controllerà? (r.rs.)

