«Scuole accorpate, niente danni» Bocciato il ricorso del Comune

Ecco la decisione del Tar sull’unione tra gli istituti 1 e 7 in periferia: è in regola la scelta della Regione L’ordinanza: «Le due sedi resteranno aperte anche senza una presidenza e non c’è prova di tagli»
PESCARA. «Il pregiudizio lamentato non è ravvisabile». L’accorpamento degli istituti comprensivi 1 e 7, tra San Donato, Rancitelli e Fontanelle, deciso dalla Regione Abruzzo, rispetta la legge, non è un danno per gli studenti e «non è dimostrato» che dovrebbe provocare tagli alle scuole. Questa la presa di posizione del Tar Abruzzo che ha bocciato il ricorso del Comune di Pescara contro la Regione e il ministero dell’Istruzione. Secondo l’amministrazione Masci, invece, quella decisione era stata presa dalla giunta Marsilio «del tutto inopinatamente e in violazione di legge». Così non è per il Tar: «Il pregiudizio lamentato», recita l’ordinanza firmata dalla presidente Germana Panzironi, «non è ravvisabile poiché il dimensionamento della dirigenza scolastica non lede la possibilità di fruire di entrambi gli istituti da parte dell’utenza, permanendo entrambe le sedi fisiche e la conseguente possibilità di iscriversi alla scuola prescelta». E il Tar ha condannato il Comune anche al pagamento delle spese legali: duemila euro «oltre ad accessori di legge».
Non c’è un caso giudiziario, dice il Tar, ma resta un caso politico con uno scontro all’interno del centrodestra. Contro la scelta della Regione, che aveva stabilito accorpamenti a Pescara, Chieti e L’Aquila ma non a Teramo, territorio dell’ex assessore Pietro Quaresimale della Lega, si era schierata tutta la politica pescarese, sia centrosinistra che centrodestra, compresi gli alleati di Quaresimale, a partire da Lorenzo Sospiri (Forza Italia). Secondo gli amministratori di Pescara, le due scuole di frontiera con presenza di immigrati e disabili sarebbero state penalizzate dall’unione con la cancellazione di una presidenza. Adesso, l’amministrazione Masci potrebbe decidere di fare ricorso al Consiglio di Stato. Contro l’accorpamento si era mobilitata anche l’associazione Scuola Cultura e Arte Fulvio Luciani con la raccolta di duemila firme fino a parlare di «un attentato al diritto allo studio e all’integrazione sociale»: «Da Marsilio non ho avuto risposta, invece Sospiri mi ha assicurato che, se il centrodestra vincerà le elezioni, la prima delibera sarà proprio la revoca dell’accorpamento delle scuole di Pescara», aveva detto Gianni Melilla, presidente dell’associazione in piena campagna elettorale per le regionali.
Il Tar, invece, sostiene che «non è dimostrato che eventuali finanziamenti possano essere interrotti a seguito del dimensionamento, atteso che essi vengono erogati sulla base del numero degli iscritti che allo stato, come rappresentato dalla difesa erariale, non ha subito contrazioni». Inoltre, il Tar sostiene che l’accorpamento è un sacrificio necessario: «Nel bilanciamento degli interessi la tutela del raggiungimento degli obiettivi Pnrr sottesi al dimensionamento della dirigenza scolastica siano meritevoli di apprezzamento prioritario, rispetto a quello del Comune ricorrente di conservazione dell’attuale assetto del numero dei dirigenti scolastici».

