Scuole, buche, frane: in fumo 5 milioni

2 Febbraio 2017

L’amministrazione Alessandrini accusa l’opposizione: «Sono irresponsabili e per dispetto hanno danneggiato la città in un momento drammatico»

PESCARA. Infuriati con il centrodestra «irresponsabile» e anche, sembra, un po’ con se stessi e l’ingenuità politica che li ha fatti cadere dritti dritti nella trappola tesa dall’opposizione e che tanto cara costa alla città che sono chiamati a governare, assessori e consiglieri della maggioranza si stringono non solo metaforicamente, ma proprio fisicamente intorno al loro sindaco.

Il giorno dopo la drammatica beffa dei 5 milioni di euro che il Comune poteva svincolare dal patto di stabilità e usare subito se solo il Consiglio fosse riuscito ad approvare il bilancio entro la mezzanotte del 31 gennaio, Marco Alessandrini riunisce stampa e tv per dire ai pescaresi che il colpevole per tutto quello che era possibile realizzare nel breve termine e che invece slitterà a chissà quando è il centrodestra, con «il burattinaio che sghignazza su Facebook», rimarca il sindaco riferendosi al consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri che alle 23.20 di martedì si fregava virtualmente le mani sul social assistendo da lontano alla debacle del bilancio, «della politica per i cittadini, del senso di responsabilità che più che mai dovrebbe essere forte in un momento così difficile per la gente e l’economia».

«Il mio è un chiaro e preciso j’accuse», attacca scuro in volto Alessandrini. «A causa di una politica di bassa bottega, l'Amministrazione ha perso 5 milioni di euro e l'opportunità di rispondere alle istanze che l'opposizione stessa proponeva. Approvando il bilancio entro la scadenza di ieri (martedì ndr) avremmo potuto utilizzare risorse proprio per la manutenzione delle strade martoriate dal maltempo; per quella delle scuole, nostra priorità e tanto invocata anche dall'opposizione e per avviare manutenzioni tese ad evitare gli allagamenti e i danni ad attività economiche e private, oltre che attività di prevenzione degli stessi. Quello che è accaduto», incalza il primo cittadino, «è stato figlio di un teatro dell'assurdo. Oggi denunciamo con forza l'atteggiamento irresponsabile di chi con questo modo di fare ha voluto fare un dispetto alla città. Abbiamo sempre ritenuto il bilancio in ordine la nostra stella polare dopo aver dovuto rimediare ai disastri di quelli ci hanno preceduto nell'amministrazione della città e che oggi si ergono a cattivi maestri. Oggi invece Pescara ha subito un danno e noi valuteremo ogni azione possibile a tutela della città: per dispetto, non troviamo altra definizione, perdiamo una capacità di spesa che si sarebbe potuta utilizzare proprio per la difesa del territorio, in un momento in cui la comunità, l'opinione pubblica e la politica stessa fanno appelli al senso di responsabilità. Oggi», conclude amaro, «usciamo ancora più segnati da un gennaio già terribile per i lutti e a fronte di una prima stima dei danni subiti a Pescara fra allagamenti, strade, frane, interventi per il maltempo, pari a 1milione 123mila 783 euro e a un fabbisogno manutentivo per scuole ed edifici che abbiamo controllato e stimato a 1milione 534mila euro per le verifiche di vulnerabilità e 199 milioni per interventi di miglioramento antisismico. È doveroso far sapere a cosa si è detto no ieri in Consiglio, perché qualcuno vi dirà che è falso». Il sindaco parla di «modo muscolare di fare politica», riferendosi all’ostruzionismo della minoranza rimasta ferma sugli emendamenti proposti, con il no inflessibile al mercatino per i senegalesi tra gli altri. «L'opposizione ci ha preso in giro», tuona l’assessore al bilancio Giuliano Diodati, «in tutte le sedi, a partire dalla conferenza dei capigruppo, abbiamo manifestato apertura e chiesto la disponibilità all'opposizione. Ci siamo aperti anche sul numero dei giorni da concedere loro per consentire gli emendamenti e ci è stata negata ogni possibilità, hanno voluto invece il rispetto dei termini, pratica superata dalla prassi usuale. Dal 10 gennaio, a Pescara e in Abruzzo qualcosa è cambiato, non si può non considerarlo, infatti abbiamo chiesto di cominciare i Consigli già dal 22, 23 gennaio, ma l'opposizione ci ha negato anche questo. Avremmo lo stesso rispettato le date se non fossimo stati presi per i fondelli da loro, perché così è stato: prima si sono nascosti dietro l'ostruzionismo della lista Teodoro (che ha presentato 1700 emendamenti, ndr), venuto meno questo è emersa la vera anima dell'opposizione, che ha fatto perdere questo treno non all'Amministrazione, che il bilancio lo approverà nei tempi di legge, quanto alla città».

«La giornata di ieri ha rappresentato una brusca cesura rispetto alla presente Consiliatura», osserva il capogruppo Pd Marco Presutti. «L'opposizione è stata sempre dura, toccando anche toni beceri, in temi finanziari, ma fino a ieri aveva dimostrato una certa elasticità. Per 10 giorni c'è stata un'interlocuzione sui diversi punti, ma non erano ultimatum su cui trovare un'intesa. Lo sono diventati ieri sul tardi, per cui o recepivamo tutti i 12 punti che avevano indicato o niente: dovevano ottenere l'elemento ideologico richiesto, cioé che non si realizzasse l'intervento sul mercatino», sottolinea. «E anche sulla questione del nuovo mercatino etnico fino a 17 minuti prima dello scadere del termine ci sono andato a parlare, proponendo di prenderci una pausa sulla delibera e vergognandomi tremendamente perché il progetto è pronto da mesi e perché affronta un problema che loro non hanno mai trattato e che noi abbiamo invece risolto, in nome del rispetto delle leggi, della dignità e dell'integrazione. Ma neanche questo è servito».

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