Scuole chiuse fino a dopo Pasqua

13 Marzo 2021

Elementari, medie e superiori: i dati sui contagi spingono Marsilio a ordinare la proroga dello stop

L'AQUILA . Scuole chiuse fino al 6 aprile compreso. Gli studenti abruzzesi continueranno a fare lezione a distanza, con la sola eccezione dei nidi e dell'infanzia che saranno regolarmente in funzione, salvo ordinanze dei sindaci emesse sulla base delle criticità locali. Dopo tre ore di confronto con il Comitato tecnico scientifico, la Regione ha deciso per un'ulteriore proroga della chiusura degli istituti scolastici, che avrebbero dovuto riaprire le porte agli studenti lunedì 15 marzo. Non sarà così. Nella tarda serata di ieri, il presidente, Marco Marsilio, ha firmato l'ordinanza: impossibile, dati alla mano, far tornare i ragazzi in presenza. La curva dei contagi è troppo alta. ANCORA DAD. La decisione era nell'aria, ma la conferma si è avuta solo alle 18,30, quando si è sciolta la seduta dell'Unità di crisi che, numeri alla mano, ha valutato il percorso da intraprendere nelle prossime settimane. Elementari, medie e superiori resteranno in didattica a distanza, mentre procede la vaccinazione del personale scolastico.
«Le scuole saranno chiuse fino a dopo Pasqua», ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione, Pietro Quaresimale, «ad eccezione dei servizi dell'infanzia e dei nidi soggetti, in ogni caso, alle ordinanze dei sindaci». Il 7 aprile, nuova data stabilita per il ritorno sui banchi dopo le vacanze pasquali, si valuterà se far rientrare in presenza gli istituti superiori e in che percentuale.
«È ancora presto per dare un indirizzo definitivo», le parole di Quaresimale.
TROPPI CONTAGI. Gli indicatori non danno certezze. «Le misure restrittive adottate finora in Abruzzo, hanno avuto effetti positivi, ma non tali da consentire la riapertura in sicurezza», ha sottolineato Quaresimale, «è necessaria ancora qualche settimana di sacrificio perché la curva del contagio non si è abbassata in modo netto, a tal punto da garantire il rientro in aula di migliaia di studenti». Decisione assunta «in base ai dati scientifici forniti dal Comitato tecnico - scientifico, che ha consigliato un'ulteriore proroga della chiusura delle scuole. Non è questo il momento di riaprire. Il timore è che le gli istituti scolastici possano diventare un veicolo di contagio»
RIAPRIRE IN SICUREZZA. No a chiusure a intermittenza.
La Regione vuole evitare di affrettare i tempi per ritrovarsi, nel giro di pochi giorni, a dover sospendere, ancora una volta, le lezioni in presenza. «Riaprire una settimana e poi chiudere di nuovo», ha aggiunto Quaresimale, «comporterebbe disagi ancora più elevati e pregiudizio ai fini degli indicatori sanitari e per gli stessi studenti. Non è possibile procedere con interruzioni a intermittenza, sia sotto il profilo della continuità della didattica che per la logistica organizzativa: per riaprire dobbiamo essere sicuri e suffragati da dati scientifici confortanti, che garantiscono la sicurezza per la popolazione scolastica».
Un aiuto, secondo Quaresimale, arriverà dai vaccini: «Stiamo terminando la vaccinazione del personale scolastico, ma dalla somministrazione deve passare qualche giorno prima di avere gli effetti». COMITATI CONTRO. Le obiezioni non mancano. Come la presa di posizione del comitato "Abruzzo a scuola", movimento spontaneo di genitori per il rientro degli alunni in classe. Nella mattinata di ieri, prima delle riunione dell'Unità di crisi che ha decretato lo slittamento della riapertura, il comitato ha inviato una nota a firma dei rappresentanti Paolo Arrigoni, Maria Bruna Fulgenzi ed Enrico Zimei.
«Ieri è nata ufficialmente la Rete nazionale Scuola in presenza, un coordinamento nazionale che riunisce più di venti comitati civici e associazioni spontanee che si battono contro la didattica a distanza e per la salute degli studenti", si legge nella nota, "didattica a distanza e didattica digitale integrata mortificano il diritto all’istruzione dei nostri figli, determinano diseguaglianze e alterano il processo di apprendimento».
IN PRESENZA. «Chi può credere davvero che si possa fare lezione a distanza? La scuola è fatta di relazione e di esperienza. La salute degli studenti è un equilibrio complesso, al quale concorrono le relazioni sociali e il benessere della mente: un adolescente non può essere isolato davanti a un computer per ore». Per il comitato "Abruzzo a scuola", «la didattica a distanza è stata una extrema ratio alla quale abbiamo fatto di tutto per adattarci nell’emergenza ma non può essere un’alternativa alla scuola in presenza».