Scuole, conto alla rovescia I dirigenti: «Siamo pronti»

21 Settembre 2020

Al De Cecco di Pescara scattano i turni. Al Cotugno dell’Aquila didattica mista

Conto alla rovescia per il ritorno in classe. Giovedì 24 settembre nelle scuole abruzzesi suoneranno le campanelle. Sarà un rientro diverso dopo mesi di stop forzato a causa dell'emergenza coronavirus. Gli zaini sono pronti, le scuole sono igienizzate e i docenti formati. Ma si riparte davvero?
QUI PESCARA. Alessandra Di Pietro dell’istituto alberghiero “De Cecco” di Pescara ha diviso la scuola per settori assegnando a ognuno un referente. «Siamo pronti perché abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare», ha raccontato, «abbiamo fatto ingressi e uscite scaglionati. Le classi entreranno in tre turni diversi a partire dalle 8.10. Faremo un'accoglienza ai ragazzi e alle famiglie. Un gruppo di docenti si occuperà della vigilanza e spiegherà ai ragazzi come muoversi. Abbiamo costituito poi delle aule di sostegno per i ragazzi disabili. Non temiamo tanto le distanze in classe, ma gli assembramenti all’entrata della scuola e per questo abbiamo chiesto al Comune di togliere alcuni parcheggi e destinarli a stalli per auto e moto. I ragazzi devono comprendere l’importanza delle regole volte a tutelare la sicurezza loro, dei loro compagni e dei loro genitori. L’associazione nazionale polizia penitenziaria in pensione ci aiuterà per regolare gli accessi nell'Istituto».
È preoccupata Vincenza Medina, a capo dell’istituto comprensivo Troiano Delfico. «Ci mancano ancora parte dei docenti», ha evidenziato, «con il distanziamento abbiamo dovuto mettere meno ragazzi nelle aule e creare delle classi aggiuntive. A oggi ancora non so ancora quale è il mio organico aggiuntivo. La scuola sarà chiusa fino a martedì per le elezioni e poi abbiamo pochissimo tempo per le nomine. Per il resto siamo pronti in tutto, resta però la preoccupazione per l’assenza dei docenti all’avvio delle lezioni e per far fronte a questa situazione abbiamo creato un orario ridotto. Nessuno rimarrà senza docente».
QUI L'AQUILA. Al liceo Cotugno dell’Aquila dirigente e docenti si stanno attrezzando per la didattica in presenza ma pensano anche a quella a distanza. «Ho fatto delle comunicazioni on-line a tutti i genitori delle classi prime e ai rappresentanti delle altre classi per comunicare quale sarà la situazione», ha commentato la preside Serenella Ottaviano, «abbiamo chiesto a tutti di presentarsi martedì e mercoledì in modo scaglionato per vedere quali saranno gli ingressi, le aule, i referenti e così via. Da giovedì abbiamo organizzato poi gli ingressi scaglionati tra le 8.10 e le 9.10. Abbiamo tutto pronto, dobbiamo solo verificare se i Musp hanno segnale a sufficienza per l’attivazione al bisogno della didattica a distanza». La dirigente si augura che «tutte le famiglie si sveglino 5 minuti prima per misurare la temperatura ai ragazzi. Chiediamo massima collaborazione perché è importante tornare a fare scuola».
Sono ancora in corso i lavori di sistemazione delle aule all’istituto per l’Agricoltura e l’Ambiente di Avezzano, ma la dirigente Cristina Di Sabatino spera che «per giovedì sarà tutto pronto. Gli altri spazi a disposizione sono stati igienizzati e hanno tutto ciò che serve per ospitare i ragazzi. Ci siamo organizzati e abbiamo provveduto all’acquisto anche di altre mascherine oltre quelle fornite dal ministero. Non abbiamo però notizie sui trasporti, speriamo di non dover rimodulare gli orari».
QUI CHIETI. C’era preoccupazione fino a qualche giorno fa al liceo classico di Chieti per l’assenza di professori aggiuntivi che fortunatamente sono stati assegnati nelle ultime 48 ore.
«Fino a venerdì mancavano insegnanti e banchi», ha sottolineato la dirigente scolastica Paola Di Renzo, «per fortuna ci sono stati assegnati i docenti e non avendo ancora i 240 banchi richiesti abbiamo fatto girare quelli che avevamo e preso in prestito alcuni dai laboratori. Siamo pronti per partire. Adesso manca la fiducia perché c'è tanta paura, farò il collegio dei docenti in presenza per superare questo ostacolo». La preside non ha timori legati alla scuola ma teme «un nuovo lockdown perché sarà difficile da superare sia al livello economico e sia al livello di apprendimento. Dobbiamo recuperare la spontaneità del livello educativo, bisogna fare un lavoro in presenza per recuperare l’approccio positivo alle cose. Abbiamo promosso una piccola cerimonia per i ragazzi delle prime classi, mentre venerdì ci sarà Michele Cucuzza nel giardino chiostrale che presenterà il suo libro agli studenti».
Mario Gaeta, dirigente dell’Istituto comprensivo D'Annunzio di Lanciano-Chieti aspetta invece il primo giorno di scuola per fare un bilancio. «Se siamo pronti lo valuteremo giovedì», ha chiarito, «diciamo che abbiamo cercato di operare per fare in modo che sia tutto pronto. Abbiamo ordinato una dozzina di banchi, ma ancora non ci sono arrivati. Ci siamo comunque attrezzati per far seguire agli alunni le lezioni ognuno al suo banco. La cosa che mi preoccupa di più sono i comportamenti delle persone. Ho incontrato personalmente tutti i genitori e ho chiesto a loro di aiutarci a far rispettare le regole».
QUI TERAMO. Clara Moschella, preside del liceo scientifico Einstein e reggente all’istituto d'istruzione Pascal di Teramo vuole sensibilizzare i ragazzi per superare le difficoltà che le regole imporranno.
«Per il liceo scientifico abbiamo recuperato 13 aule e stiamo lavorando per attrezzarle in vista della riapertura», ha dichiarato la dirigente, «il nostro problema non è soltanto il primo giorno di scuola sotto la lente di tutti, ma il quotidiano, la gestione anche di un caso di febbre. Ci stiamo preoccupando di tutto. Temiamo particolarmente l’uso della mascherina. Io vorrei che fosse indossata sempre per la sicurezza dei nostri studenti e dei nostri insegnanti ma anche per quella delle loro famiglie. I ragazzi devono capire che la salute del singolo e della comunità solo intimamente legati. Sono sicura che questo sia più importante di ogni cosa. Li sensibilizzerò anche attraverso una lettera nella quale darò una serie di norme che dovranno essere condivise».
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