Scuole da ricostruire: le presidi favorevoli al piano del Comune

Lanaro (Comprensivo 8): «Serve una sede durante i lavori» Marullo (media Mazzini): «Ma c’è tempo per organizzarci»
PESCARA. Il progetto del comune di Pescara di abbattere e ricostruire due scuole trova d’accordo le dirigenti scolastiche degli istituti destinati ad essere demoliti per poi risorgere e cioè la scuola di via del Concilio e la Mazzini di viale Regina Margherita. Una iniziativa che inciderà, almeno per un po’ di tempo, sulla vita di studenti (e famiglie) e personale scolastico, visto che si dovranno trovare delle soluzioni alternative. E d’altronde il sindaco Carlo Masci ha già sottolineato che potrebbero esserci dei «disagi», nel momento in cui si dovranno liberare le due scuole per procedere alla demolizione. Ma questo momento non è imminente perché i progetti, ha chiarito Masci con il vice sindaco Gianni Santilli, andranno realizzati «entro il 2026» e le procedure per individuare i finanziamenti sono tutt’altro che concluse.
È «contenta» la dirigente del comprensivo 8, che comprende anche la primaria e la scuola dell’infanzia di via del Concilio, Valeriana Lanaro. «Il Comune punta ad ottenere i fondi rispondendo a un bando del Pnrr e ha scelto questa scuola perché risponde ai criteri del bando. Ora si dovrà vedere se il progetto sarà finanziato e poi, in caso affermativo, si dovrà capire come saranno effettuati i lavori. Mi auguro che il finanziamento venga concesso, visto che è tutto legato a questo aspetto». E poi, nel momento in cui si arriverà alla fase operativa, «spero che lo spostamento in un’altra sede avvenga per tempo, cioè con una comunicazione e una organizzazione da realizzare per tempo, per creare meno disagi possibili. Con il consiglio di istituto abbiamo già chiesto al Comune che venga garantita una sede alternativa vicina», prosegue la dirigente scolastica «e saremo molto attenti sulla gestione» di questo intervento. «Possono esserci dei disagi, certo», prosegue, ma si va verso «una scuola nuova e una cosa è averla e una cosa è non averla» sul fronte della «sicurezza degli spazi» e della «messa a norma».
«È un’ottima cosa», commenta Elena Marullo, dirigente del comprensivo 3, parlando del progetto di buttare giù la scuola media Mazzini per realizzare un nuovo edificio. Anche in questo caso l’iter è nella fase embrionale, ma la dirigente già immagina che «sicuramente la nuova scuola sarà bellissima», dopo un intervento che si annuncia «migliorativo». Si sente anche di rassicurare i genitori per due ordini di ragioni. «Senza dubbio i tempi saranno abbastanza lunghi per cui si ragionerà sulla nuova disposizione delle classi (che quest’anno sono 11, il prossimo anno potrebbero essere 12). E poi abbiamo spazi a sufficienza nei nostri plessi», da usare nel momento in cui si dovranno delocalizzare le classi per consentire l’abbattimento della sede attuale della Mazzini. Le strutture alternative sarebbero da individuare nelle aule di via Milite Ignoto e in quelle di via Regina Elena (che ospitano rispettivamente la primaria e la scuola dell’infanzia Codignola e la primaria Illuminati), dello stesso comprensivo. «Troveremo una soluzione adeguata», conclude, «considerato che abbiamo a disposizione tanti spazi», in 5 plessi. Il Comune, per quanto riguarda i bandi relativi al Pnrr, conta di ottenere fondi per costruire nuove palestre scolastiche, nuovi asili nido, mense e refettori, sempre per le scuole. Le possibili proposte sono già state individuate dagli uffici ma se ne parlerà in una riunione di maggioranza voluta da Santilli.

