Scuole di legno incompiute Cordoma: non è colpa mia

29 Dicembre 2016

Montesilvano, l’ex sindaco lancia accuse dopo il dossier del ministero «Opere fermate dai miei successori, oggi i due istituti sarebbero necessari»

MONTESILVANO. «Ad avercele oggi, quelle due scuole». Così l’ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma interviene in merito alla mancata realizzazione delle scuole di legno di via Migliorino Di Pietro e via Inghilterra. Due delle principali incompiute di Montesilvano i cui cantieri, ormai dal 2012, giacciono abbandonati alle intemperie. Nel primo caso, ad essere eretto è stato lo scheletro di quella che avrebbe dovuto essere la nuova scuola di Villa Carmine e che oggi, invece, rappresenta il segno tangibile della farraginosità degli iter burocratici con annesso sperpero di denaro pubblico, considerando che molti degli elementi sono stati danneggiati irrimediabilmente da pioggia e neve, come accertato recentemente da una verifica tecnica sulla struttura. Nel secondo caso, invece, in via Inghilterra, il cantiere si è bloccato addirittura prima, alle sole fondamenta, con buona pace degli alunni del quartiere. Le due scuole, da realizzare con un leasing in costruendo da 2 milioni di euro l’una, sono finite anche nell’elenco delle 33 strutture pubbliche incompiute censite sul sito del ministero delle Infrastrutture.

All’indomani dell’ultima polemica, Cordoma sottolinea che, se è vero che le opere sono avviate durante la sua amministrazione, è altrettanto vero che i cantieri si sono arenati a causa delle amministrazioni successive: «In merito alle opere incompiute che troppo spesso sono causa di sperpero di denaro pubblico, tra le quali vi sono le scuole di cui la mia amministrazione ha avviato la costruzione», commenta l’ex sindaco, «tengo a precisare che l’opera, nel suo complesso, faceva parte di un insieme di investimenti che lasciai al mio successore per un importo complessivo di 10 milioni di euro. Tra queste vi erano le 4 scuole, una per ogni quartiere, la cui progettazione fu a costo zero perché interna. Gli edifici erano antisismici e rispondevano ai più moderni dettami energetici. L’operazione era un leasing in costruendo, cioè il Comune avrebbe iniziato a pagare solo alla consegna dei manufatti, consegna che sarebbe dovuta avvenire entro 260 giorni lavorativi dalla consegna dei lavori. Ma l’amministrazione subentrante alla mia», prosegue Cordoma, «ha deciso, anche con il consenso di qualche rappresentante dell’attuale maggioranza, di bloccare l’opera, per la quale avevo lasciato la disponibilità economica, in quanto definita la casa di Barbie». I cantieri sono stati bloccati durante l’amministrazione Di Mattia perché, secondo l’allora sindaco e assessori, le scuole non sarebbero state funzionali. I tempi per la realizzazione di un nuovo progetto prima, la constatazione che le casse dell’ente erano troppo vuote poi, hanno portato all’attuale situazione, finita di recente anche in tribunale, con le imprese costruttrici che chiedono un risarcimento danni.

Antonella Luccitti