Scuole di legno, pioggia di critiche

4 Aprile 2023

L’ex sindaco Cordoma, ideatore del progetto, e i consiglieri Pd e M5s: scelta assurda

MONTESILVANO. La decisione del Comune di sborsare mezzo milione di euro per chiudere la querelle relativa alle scuole di legno solleva polemiche bipartisan. All’indomani dell’annuncio della trattativa andata a buon fine tra l’ente e le società che avrebbero dovuto realizzare le scuole di via Inghilterra e via Di Pietro, il primo a dichiararsi perplesso è l’ex sindaco e ideatore del progetto, Pasquale Cordoma. «Innanzitutto io avrei atteso l’appello, il 9 maggio, per chiudere la vicenda dal punto di vista giudiziario, considerando che nel primo grado il Comune aveva ottenuto dai giudici un risarcimento danni da circa 90 mila euro», commenta. «C’è poi un aspetto più grave, che non dipende affatto dall’attuale amministrazione che si è ritrovata a dover risolvere un problema antico. Dopo la decisione di realizzare 4 nuove scuole e il bando di gara europeo per la loro costruzione, risalenti alla mia amministrazione, nel 2012 la giunta di centrosinistra decise di interrompere il percorso, definendo quegli edifici “scuole di Barbie”. Si potevano individuare altre strade, invece è stata presa una decisione scellerata allora e onerosa oggi, che vede i cittadini dover sborsare 550 mila euro. Credo sia arrivato il momento di individuare i responsabili che dovranno rispondere davanti alla Corte dei conti».
A commentare la novità in tema di scuole di legno è anche l’opposizione. «È assurdo che il Comune che ha vinto una sentenza di primo grado che attribuisce responsabilità all’operatore economico e lo condanna al risarcimento di circa 100 mila euro», commentano i consiglieri dem Romina Di Costanzo e Antonio Saccone, «debba ora sborsare una cifra così ingente per il ritorno di un bene di sua proprietà».
E mentre sul tema il Pd annuncia una commissione di garanzia, anche il M5S critica la scelta della giunta, soprattutto in merito alla decisione di destinare l’area di via Inghilterra all’ospedale e alla casa di comunità. «Questa trattativa dimostra che quando la delibera per concedere la superficie di via Inghilterra alla Asl è stata approvata in consiglio», evidenzia il capogruppo Gabriele Straccini, «il Comune non disponeva ancora di quell’area. È anche per questo che abbiamo votato contro, ma soprattutto perché un luogo così turistico non ci sembra il posto ideale per accogliere dei presidi sanitari checreeranno un problema di parcheggi nel quartiere». (a.l.)