Scuole, domani sciopero virtuale

7 Giugno 2020

I sindacati si mobilitano: «Personale insufficiente, il ministro intervenga»

PESCARA. Le aule trasferite negli spazi delle palestre. Le classi dimezzate, nelle strutture ampie. E ancora: lotta al precariato, investimenti sull'edilizia scolastica e potenziamento degli organici, sempre insufficienti.
I sindacati provinciali del mondo scolastico, Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, rispettivamente guidate da Nicola Trotta, Elisabetta Merico, Fabiola Ortolano, Pamela Nardicchia e Patrizia Vaini, si mobiliteranno virtualmente domani per «spingere il governo a rimettere la scuola e la formazione al centro delle priorità del Paese».
Il compenso del personale scolastico, nel giorno dello sciopero, sarà devoluto alla Protezione civile. Una protesta per raccontare il grido di dolore di migliaia di insegnanti e personale scolastico che, a livello nazionale, vogliono «certezze sui tempi e modalità di interventi per tornare in classe in sicurezza, a settembre».
I sindacati chiedono un incontro con il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina per suggerire proposte e idee per ripartire in tranquillità.
«Lo sciopero nazionale si è reso necessario, poiché la riapertura degli edifici scolastici è in grave ritardo», commenta il portavoce Elisabetta Merico della Cisl scuola, «non abbiamo segnali di disponibilità da parte del ministro rispetto alla richiesta di un potenziamento degli organici, personale docente e Ata».
«È importante», prosegue, «fissare i parametri di distanziamento, si potrebbero dimezzare le classi laddove le strutture sono abbastanza capienti. Oppure trasferire le aule nelle palestre. Le proposte sono tante ma il ministro deve ascoltarci, anche perché la didattica a distanza non è risolutiva per bambini e ragazzi: manca il contatto con i compagni, il rapporto con i docenti, oltre al fatto che le famiglie devono essere sgravate da compiti risultati pesanti durante il confinamento in casa», con i figli da seguire durante le lezioni online. Sul potenziamento degli organici, così si esprimono le sigle sindacali.
«Anche nella nostra provincia», prosegue Merico, «continueranno ad esserci classi-pollaio e nessun aumento di personale che possa scongiurare il pericolo di doppi turni o della compressione e riduzione del tempo scuola. Non bastano gli aggiustamenti, servono investimenti straordinari anche sull'edilizia scolastica. Basta con la politica degli annunci che non fa bene a nessuno».
I sindacati, quindi, chiedono al personale della scuola di «dare un segnale, di spegnere il pc per un giorno e sostenere le ragioni della protesta per garantire il diritto all'istruzione dei figli, insieme al diritto al lavoro delle madri e dei padri». «A settembre», concludono, «non vorremmo accontentarci di una scuola a metà». (c.co.)
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