Scuole, la riapertura slitta Più ipotesi per la maturità

20 Marzo 2020

La ministra Azzolina: «Rientro solo quando vi sarà sicurezza, niente date per ora Per l’esame di Stato escludo il 6 politico, pensiamo a diversi scenari possibili»

PESCARA. Non si tornerà in classe il 3 aprile. Lo aveva anticipato il premier Giuseppe Conte e ieri è arrivata la conferma della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha aggiunto che al momento «non è possibile fornire una data per l’apertura delle scuole, tutto dipende dall’evoluzione dei prossimi giorni dello scenario epidemiologico».
D’altra parte, vedendo come il virus continua a mietere contagiati e vittime, la riapertura delle scuole venerdì 3 aprile era una ipotesi altamente improbabile per i più.
«Riapriremo lo scuole solo quando avremo la certezza della assoluta sicurezza», ha aggiunto la ministra. E sulla maturità, che da metà giugno dovrebbe riguardare circa 500mila studenti delle scuole superiori, ha assicurato che «verranno prese misure che dipendono da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando», ha detto, «a diversi scenari possibili, apprezzo molto i documenti che le consulte e il Forum degli studenti mi hanno presentato; gli studenti stanno mostrando grande maturità, terrò in seria considerazione le proposte».
La titolare del dicastero di viale Trastevere ha chiarito che l’esame di Stato sarà «serio» e ha escluso il «6 politico». Ha anche escluso al momento che l’anno scolastico venga prolungato: «Se la didattica a distanza funziona, non abbiamo motivo di allungarlo, sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane».
Proprio sulla didattica a distanza il ministero ha attivato un monitoraggio i cui esiti parziali al momento sono buoni «e se certo non è il migliore dei mondi possibili, l’alternativa in questo momento sarebbe incrociare le braccia e questo non lo permetterò mai», ha chiarito Azzolina.
Gli studenti tuttavia rimangono perplessi. «Al momento non sappiamo ancora cosa ci aspetterà a fine anno né che forma prenderà l’esame di Stato», ha evidenziato Federico Allegretti, coordinatore della Rete studentesca «urge chiarezza sulle modalità di svolgimento delle prove». I ragazzi chiedono che le commissioni per la maturità siano interne, con un solo membro esterno; che la seconda prova sia sostituita da una tesina orale e che i test Invalsi e l’alternanza scuola lavoro non siano requisito d’accesso per l’esame di Stato. Per Pino Turi, della Uil scuola, «serve un piano B».
Skuola.net ha svolto un sondaggio tra 3mila maturandi chiedendo con quali modalità vorrebbero arrivare al diploma. Eccola la loro ricetta per la maturità 2020: niente stravolgimenti della struttura, ma alcuni opportuni cambiamenti dettati dall’emergenza e dal buon senso, né del calendario; persino sui criteri d’ammissione i ragazzi sembrano voler fare le cose secondo regola. E, sorpresa, grazie alla didattica a distanza la maggior parte è soddisfatta del progresso sul programma scolastico. (c.s.)
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