Scuole, sì alla settimana corta e in classe termosifoni a 19 gradi

Via libera al piano per risparmiare sulle bollette del gas: alle superiori niente lezioni di sabato Solo l’Acerbo non si allinea, il preside: orario già concordato con le famiglie, non si può cambiare
PESCARA. Scatta la settimana corta nelle scuole di Pescara. In tutti gli istituti superiori della provincia quest’anno il sabato non si svolgeranno le lezioni. Tutti ad eccezione dell’istituto Tito Acerbo, dove, come negli anni passati, le classi saranno operative anche il sabato mattina, ma solo per 4 ore. Il presidente della Provincia, Ottavio De Martinis, nelle settimane scorse, aveva inviato ai dirigenti scolastici una lettera per proporre di strutturare l'orario su 5 giorni a settimana. Un'idea che comporterebbe, «una marcata riduzione del consumo di energia elettrica e di gas nei mesi invernali, ma anche la diminuzione della quantità di anidride carbonica in circolazione», commenta De Martinis. Nelle ultime ore la riflessione si sta espandendo a livello nazionale sulle scuole di tutta Italia: con i prezzi dell’energia alle stelle, come evidenziato dal presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, in un’intervista al Corriere della Sera, anche la scuola deve fare la sua parte, introducendo accorgimenti per ridurre i consumi, «purché qualsiasi misura si decida di prendere per risparmiare metano ed energia elettrica, questa non deve pregiudicare il diritto allo studio né deve essere lasciata alla decisione della singola scuola».
Nella provincia di Pescara, l’adesione è stata pressoché unanime da parte degli istituti secondari di secondo grado, anche perché di fatto molti già avevano un orario strutturato su 5 giorni a settimana da diversi anni e altri avevano deciso di introdurre la novità lo scorso anno a partire da quello imminente. L’unico a mantenere la settimana su 6 giorni è l’Acerbo: «In sede di orientamento avevamo detto alle famiglie che le lezioni si sarebbero svolte su 6 giorni», spiega il preside Carlo Di Michele, «pertanto anche adesso abbiamo confermato questa impostazione. Non avremmo potuto cambiare organizzazione in corsa, ad agosto, senza un accordo preventivo con famiglie e docenti. Questo non vuol dire che sottovalutiamo il problema dei costi e quindi qualora ci fossero indicazioni diverse da parte del ministero, siamo pronti a riconsiderare la situazione e comunque ad adottare soluzioni alternative».
La compressione delle lezioni su 5 giorni, per De Martinis, produrrebbe anche «una riduzione del pendolarismo e dell’inquinamento acustico e atmosferico, e poi darebbe ai ragazzi anche maggiori tempi di riposo». Il risparmio energetico, all’interno del mondo scolastico, potrebbe arrivare anche con l’abbassamento della temperatura dei termosifoni di un paio di gradi, portandola sui 19, dai 21 finora previsti dalla norma. «Questa è una decisione che è al vaglio a livello di governo centrale», afferma il dirigente provinciale Marco Scorrano, «e che dovrebbe arrivare prima della stagione termica, quindi non è una questione da affrontare nell’imminenza».
Cambiamenti anche per le scuole comunali. Il vicesindaco con delega alla Pubblica istruzione Gianni Santilli sta valutando la possibilità di introdurre la settimana corta per tutte le scuole di competenza comunale: scuole dell’infanzia, primarie e medie (secondarie di primo grado). L’obiettivo è di portare tutti i 54 plessi dei 10 istituti comprensivi pescaresi alla chiusura il sabato, in modo da ammortizzare i costi per l’energia. «Quasi tutte le scuole della città lavorano già da anni con la settimana corta», anticipa Santilli. «Nelle prossime ore invierò una comunicazione ufficiale anche ai comprensivi che hanno l’orario strutturato su 6 giorni, in modo da uniformare tutte le scuole su 5. Per ottenere un ulteriore risultato in termini di risparmio energetico abbiamo deciso anche di tarare il riscaldamento di tutte le sedi su 19 gradi, senza incidere sugli orari di accensione dei termosifoni».

