Scuole verso la riapertura Masci: in aula mercoledì 17

L’ufficialità nelle prossime ore. Sarà decisivo l’andamento dei contagi in città
PESCARA. È prevista per mercoledì 17 febbraio la riapertura delle scuole comunali, dall’infanzia alla prima media, chiuse l’8 febbraio scorso da una ordinanza del sindaco Carlo Masci, in conseguenza della risalita dei contagi negli ultimi giorni. Seconde e terze medie faranno didattica a distanza, sulla base delle normative governative.
Il ritorno in aula, dopo 10 giorni di stop, per 8mila degli 11 mila alunni (attualmente a casa insieme ai docenti, mentre il personale Ata è in servizio per consentire le sanificazioni dei locali scolastici) dei 10 comprensivi cittadini, è fissato fra tre giorni. Ma non ci sono ancora certezze.
Il provvedimento, al momento ufficiale, emerso dopo il vertice di ieri in prefettura, infatti, rimane sospeso fino a martedì. Quando il comitato tecnico scientifico regionale fornirà, ai sindaci di Pescara e provincia, ulteriori indicazioni sulle possibili riaperture degli istituti scolastici sulla base dell’andamento dell’epidemia che fino a ieri, alla vigilia dell’entrata in zona rossa, registrava dati non confortanti.
A Pescara, ieri, sono risultati 127 contagi. Un record. Il dato più alto di sempre. Secondo solo ai 113 e 115 dei primi giorni di febbraio. Nell'ultima settimana sono stati complessivamente 483, con una media di 69 contagi al giorno. Numeri stellari che hanno spinto, venerdì sera, il governatore Marco Marsilio a firmare una ordinanza di zona rossa per i territori di Pescara e Chieti fino al 27 febbraio “spaccando” di netto la regione sui numeri dei contagi.
Malgrado la corsa rapidissima delle infezioni a causa delle varianti fuori controllo e la pressione altissima sul sistema sanitario, le scuole cittadine si avviano verso la riapertura.
I motivi li spiega il sindaco Masci, che ha partecipato al vertice, convocato ieri mattina dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, insieme al manager Asl Vincenzo Ciamponi, l’infettivologo Giustino Parruti, a capo del Covid hospital, ai sindaci di Spoltore, Luciano Di Lorito; Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti e il vice sindaco di Montesilvano Paolo Cilli con le rappresentanze degli uffici scolastici provinciali. «Dobbiamo partire dal presupposto», spiega il sindaco di Pescara, «che il provvedimento della chiusura delle scuole, primo in Italia a fare questa operazione, non è stata a cuor leggero. Ho sospeso la didattica per dieci giorni sulla base della grave situazione dei bimbi contagiati dai 3 ai 12 anni. Tutti, a partire dal professor Parruti, hanno apprezzato questa decisione sofferta, a tutela della salute di bimbi e famiglie. Oggi (ieri) sono tornato a chiedere lumi ai membri del comitato: chiudere o riaprire? Mi è stato risposto che in considerazione della scelta indovinata, con l’entrata in vigore della zona rossa, potrebbe essere possibile contenere la forza del virus. Per di più oggi (ieri) registriamo al Pala Fiere un basso numero di tamponi positivi sui ragazzi delle medie». Il sindaco spiega che il suo obiettivo era arrivare a tener chiuse le scuole fino ai prossimi 5250 test agli alunni delle primarie. «Ma», conclude, «se la situazione non subirà variazioni in peggio, cioè se i contagi non subiranno altre impennate, possiamo confermare la riapertura delle scuole mercoledì prossimo. Altrimenti si andrà verso un ulteriore slittamento. Alla popolazione continuo a dire: attenzione. Purtroppo, gli incoscienti non mancano mai».

