Se la festa è di sera le spese si dimezzano

15 Maggio 2017

L'AQUILA. Matrimoni, ma anche comunioni, cresime, battesimi e feste di laurea, sono diventati appuntamenti per i quali ci si affida sempre di più a persone esperte, veri manager del settore che...

L'AQUILA. Matrimoni, ma anche comunioni, cresime, battesimi e feste di laurea, sono diventati appuntamenti per i quali ci si affida sempre di più a persone esperte, veri manager del settore che curano in ogni minimo particolare l'avvenimento. E che vivono l'evoluzione del mondo delle cerimonie in questi anni difficili di crisi economica, in cui a tirare la cinghia sono soprattutto le giovani coppie, ma anche i genitori che devono organizzare gli eventi che segneranno la vita dei loro figli.
Il matrimonio è di fatto l'evento più importante e dispendioso. Che però, cambia pelle. «Per una media di 100 invitati, un matrimonio può costare dai 30-35mila euro in su», spiega Marcello Di Giacomo, organizzatore di eventi che da due anni ha portato all'Aquila “Exposa”, la fiera del matrimonio e delle cerimonie che s'ispira alla fiera pescarese dedicata al tema, «soltanto una nicchia di persone continua a sposarsi senza badare a spese».
E sempre meno sposi (e i loro genitori) ricorrono a una finanziaria per sostenere le spese della cerimonia: già troppi i mutui sul groppone. «Gli importi finanziati si sono dimezzati negli ultimi anni», spiega Di Giacomo, «se prima si chiedeva un prestito per 10mila euro, adesso non si superano i 6mila». Si fa ricorso a mille risorse, alla creatività, al fai-da-te pur di abbattere le spese: ad esempio, le partecipazioni si cercano online, la macchina si chiede in prestito agli amici, si sceglie il ristorante vicino alla chiesa. Non solo: oltre ai matrimoni celebrati di sera che sono suggestivi e permettono addirittura di dimezzare il costo del menu, si preferiscono i giorni feriali per celebrare le proprie nozze: in questo modo si può arrivare a risparmiare il 25%.
«Anche in Abruzzo i ristoranti si stanno adeguando a questo nuovo format», spiega il wedding planner. L'Abruzzo è, poi, la terra amata dagli stranieri: «Vengo contattato spesso da coppie di inglesi o di irlandesi», racconta, «alcuni si sono sposati nel borgo di Santo Stefano di Sessanio, oppure nel convento di Santo Spirito d'Ocre», per restare nella provincia aquilana.
Non solo: le coppie cercano la location alternativa con sempre più interesse, ad esempio castelli o ville private da noleggiare invece del solito ristorante con giardino. Il pranzo viene sostituito dalla cena sottoforma di buffet, fornita da un catering (molto più economico rispetto al ristorante che fornisce tutto) che consente di trasformare il pasto in una festa. E il wedding planner, quanto costa? «Un prezzo onesto in base al tipo di consulenza richiesto, dai 500 ai mille euro», spiega Di Giacomo. Comunioni, cresime e battesimi, invece, si organizzano sempre più all'insegna della condivisione. Soprattutto le comunioni: una cinquantina in media gli invitati, per 5-6mila euro di spesa.
Meno finanziarie in questo campo, grazie al metodo della condivisione delle spese, per esempio quelle degli addobbi; ma a essere condiviso è anche il ristorante. Risultato? I bambini sono più felici perché festeggiano con gli amici il giorno importante della Prima Comunione.
Per il battesimo, invece, si devolvono le somme ad associazioni umanitarie, come l'Unicef, rinunciando alla festa. La tendenza, insomma, è quella di «non ostentare la ricchezza nemmeno quando c'è», aggiunge Di Giacomo, «in generale i giovani sposi hanno oggi entrambi un lavoro precario e il risparmio, per loro, è uno stile di vita».
Marianna Gianforte
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