Sebastiani a Iannascoli: fatti avanti, io vendo

9 Febbraio 2017

Il presidente apre alla cessione all’ex ad e smentisce di aver ricevuto già un’offerta Il socio di minoranza rivela: «A dicembre ho formulato una proposta al suo avvocato»

PESCARA. Il futuro è adesso. Il destino del Pescara si conoscerà nei prossimi giorni. Daniele Sebastiani potrebbe lasciare il Delfino e l’ex amministratore delegato Danilo Iannascoli conferma la sua volontà di rilevare le quote del presidente. L’offerta al patron biancazzurro è arrivata e Iannascoli conferma: «Sì, è vero. Nel mese di dicembre i miei legali hanno formulato all’avvocato di Sebastiani un’offerta (4 milioni di euro, ndr) per rilevare le azioni di proprietà del presidente», ha evidenziato, ieri, l’ex ad biancazzurro.

Ma dall’altra parte Sebastiani smentisce. «Non ho ricevuto nessuna offerta di Iannascoli, nemmeno i miei legali. Se la facesse, sarebbe l’unica persona alla quale cederei la società perché sono convinto che Iannascoli sia innamorato del Pescara come me».

Dopo l’atto criminale subito dal presidente dei biancazzurri ci si interroga sul futuro della società. «Non mi faccio intimidire, se dovessi lasciare la società in mano ai delinquenti ci metterei un attimo», parole forti quelle del patron subito dopo l’attentato incendiario subìto martedì, facendo capire che non lascerà la società a persone «che non hanno capacità e possibilità, lasciando nel baratro a metà campionato la società come succede in altre piazze. Mai successo in questi ultimi cinque anni e non succederà adesso, specie pensando agli avventurieri che spesso si sono avvicinati al calcio».

Sebastiani, quindi, valuta l’offerta di Iannascoli e quest’ultimo risponde sulla possibilità di cedere le proprie azioni, a circa 7 milioni di euro, all’attuale presidente. «Le cifre di cui si è parlato non sono vere e sono uscite fuori ad arte», dice Iannascoli. «Non ho mai ricevuto alcuna offerta per le mie quote da Sebastiani e men che meno ho ricevuto un'offerta da 7 milioni di euro». Iannascoli conferma, invece, come anticipato lunedì dal Centro, di avere provato a rilevare il pacchetto azionario del presidente, con un'offerta di 4 milioni di euro. «Con lui direttamente non parlo da un anno e mezzo, ma i miei consulenti hanno parlato con i suoi, formulando un'offerta, nel dicembre scorso, che evidentemente non è stata ritenuta congrua e non ha ricevuto risposta. Naturalmente quell'offerta si basava su una posizione di classifica che non era così compromessa e con il mercato di gennaio ancora alle porte. Il valore societario, in quel momento, era di una certa entità, ma oggi non è più lo stesso e dunque quell'offerta non è più attuale». «Come ho ampiamente dimostrato, continuando a ricapitalizzare anche dopo essermi dimesso da amministratore delegato nell'ottobre del 2015, per quanto mi riguarda ho sempre assicurato la continuità dell'attività sociale».

E sull’attentato incendiario è lapidario: «Non credo che sia maturato nell'ambiente del calcio. Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto e ho già espresso tutta la mia solidarietà al presidente e alla sua famiglia. Se mi sento tirato in ballo? Respingo qualsiasi accostamento diretto o indiretto. I miei avvocati stanno valutando, se dovessero esserci gli estremi, l’eventualità di fare ricorso alle vie legali per tutelare la mia persona».

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