Secinaro, fiamme dietro alle case

E in Valle Peligna riparte l’inferno. Due incendiari nel mirino dei carabinieri
SECINARO E PRATOLA PELIGNA. Le fiamme sono divampate nella tarda mattinata di ieri nell'area a ridosso della strada che collega Secinaro a Goriano Valli. Il fuoco ha aggredito una pineta ai piedi del Monte Sirente. Fiamme vicinissime al paese con il sindaco Celestino Bernabei che in quei momenti drammatici decideva l'evacuazione delle abitazioni di via Roma. Le immagini del paese circondato dal fuoco, come quella che pubblichiamo a destra, hanno colpito l’Abruzzo. Ma la svolta è arrivata in tarda serata dopo che un altro drammatico fronte si è riaperto superando la linea tagliafuoco, cioè la strada realizzata venerdì scorso a Bagnaturo in Valle Peligna. Ma non è stato un caso perché i carabinieri hanno identificato due persone sospettate di aver dolosamente riacceso l’incendio al di là di quella strada che il sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, ha fortemente voluto per creare un ostacolo alle fiamme. Sembrava arginato il rogo della Valle Peligna finché due mani criminali non l’hanno riacceso. E in serata ha quasi raggiunto Pratola. Sono in corso riscontri da parte degli investigatori che fanno capo al procuratore di Sulmona, Giuseppe Bellelli. E tra i riscontri è possibile dedurre che ci siano anche le verifiche sugli spostamenti dei due sospettati, verifiche fatte attraverso i loro cellulari e le celle telefoniche. Questa verifica può incastrarli. Ieri sono entrati in azione anche i droni dei vigili del fuoco mentre oggi arriveranno in Abruzzo altri due mezzi aerei internazionali, ottenuti con alla mediazione del ministro Marco Minniti. (l.c.)

