«Secondo me stai blindatissimo» Ma l’affare da 7 milioni sfuma

23 Giugno 2023

Le intercettazioni svelano il tentativo di Trisi di affidare all’amico De Leonibus i lavori in zona pineta Sotto accusa le nomine in commissione per l’abbattimento dello svincolo della circonvallazione

PESCARA. «Secondo me, tu stai blindatissimo». Per l’allora dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Pescara, Fabrizio Trisi, l’appalto da quasi 7 milioni di euro per l’abbattimento dello svincolo a trombetta della circonvallazione all’altezza di via Pantini aveva un vincitore annunciato ancora prima di confrontare le offerte di tutte le ditte in concorrenza: l’impresa dell’amico Vincenzo De Leonibus di Città Sant’Angelo. È lo stesso De Leonibus che, proprio insieme a Trisi, consumava cocaina nell’appartamento chiamato “Tana delle tigri”. Si parla anche di questo appalto che dovrebbe cambiare il volto di Porta Nuova nelle carte dell’inchiesta che, il 12 giugno scorso, ha portato a 4 arresti per corruzione, peculato, turbativa d’asta e spaccio di cocaina. Un affare però andato a monte per il “quartiglio” a causa di un fuori programma burocratico.
L’AFFARE Addomesticare un appalto milionario non è la stessa cosa di un affidamento diretto da poche decine di migliaia di euro: lo rivela anche un professore universitario incaricato da De Leonibus di mettere nero su bianco il progetto da presentare per la demolizione dello svincolo e la riapertura della rampa a raso. «Senti», dice il professore, «ti volevo dire questo... ma sta gara è di interesse di molta gente... m’hanno chiamato altre due, tre imprese, quindi, c’è gente interessata. Non mi sembra che sia una cosa così facile da fa’». Nonostante «l’indebito intervento» di Trisi e i consigli affidati a De Leonibus sul ribasso d’asta da proporre – «Secondo me il 10% è tanto. Quant’è bell, è com s’aviss fatt il 30% di ribasso» _, stavolta il cerchio non si è chiuso per un cavillo amministrativo e l’affare è sfumato. «Nu casin», sbotta De Leonibus, «però che vulem fa, quess è, non dipende da me, cioè sì, dipende da me, non so sbaiat i, capit?». E la finanza sintetizza così: «De Leonibus dice che sono tre anni che combattono per questa cosa, quindi è molto deluso. Non gli interessa chiedere i danni al prof, ma sono state coinvolte molte persone, quindi, perderà di credibilità con quelle persone».
FUORI PROGRAMMA Per gli inquirenti, anche se l’appalto da 6,8 milioni è stato assegnato a un’altra impresa, è l’ennesima prova della gestione spregiudicata di Trisi per assicurare una «corsia preferenziale» a De Leonibus: «Trisi si è prodigato di garantire alla società di De Leonibus il buon esito della gara non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà, e in particolare per l’esito della verifica amministrativa, svolta da una commissione diversa da quella tecnica».
COMMISSIONE E CAFFè Dice l’accusa che Trisi aveva deciso personalmente i componenti della commissione tecnica: «Che Trisi si sia adoperato per garantire l’aggiudicazione in favore della De Leonibus Costruzioni srl si desume non solo dal fatto che egli abbia indicato quale componente della commissione uno dei componenti del “quartiglio”, ovvero Gianluca Centorame, ma anche dal fatto che abbia suggerito all’imprenditore la percentuale di ribasso da proporre». Centorame, fidato collaboratore di Trisi, ex candidato con Forza Italia alle elezioni comunali del 2019 con un bottino di 105 preferenze, è uno dei dipendenti comunali sospesi con l’accusa di peculato. «Suggestiva peraltro», recita l’ordinanza di custodia cautelare, «anche la circostanza che il 18 dicembre 2022, ovvero appena due giorni prima della data fissata per la valutazione tecnica, Trisi senta la necessità di “prendere un caffè” con il presidente della commissione Pierluigi Carugno. Ma non è bastato e Trisi sembra avercela anche con Centorame che «non ha ben svolto la missione probabilmente per inesperienza: la lamentela», dice la finanza, «riguarda proprio il fatto che Centorame, dando alla De Leonibus dei voti troppo vicini a quelli di un’altra partecipante alla gara ha messo a rischio gli interessi di De Leonibus».