Sede della Regione, slitta il voto Scontro sul progetto da 50 milioni

Polemica in consiglio comunale sullo stabile da 10mila metri quadrati e oggi la seduta prosegue Sospiri: «Momento storico». Il Pd e il M5S attaccano: «Manca la valutazione di impatto ambientale»
PESCARA. «Questa è una delibera che conosciamo bene un po’ tutti quanti; c’è stato già un protocollo d’intesa tra il Comune e la Regione e va ratificato entro 30 giorni dal consiglio comunale in quanto si prevede una variazione urbanistica. Grazie». Con queste testuali parole, soltanto queste, il vice sindaco Gianni Santilli della Lega ha presentato il progetto da oltre 50 milioni di euro per costruire la sede della Regione nell’area di risulta – 10mila metri quadrati per 50 di altezza – al fianco di un parco e di torri parcheggio. Un intervento quello del vice sindaco, per spiegare come cambierà il centro di Pescara, durato appena una ventina di secondi. Talmente pochi da cogliere di sorpresa anche il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli: «Ha finito? Ah, ok». «Un’illustrazione di 25 secondi per un progetto che rivoluzionerà la città, il consiglio merita rispetto», ha detto il capogruppo Pd Piero Giampietro. È cominciato così, ieri, il dibattito sul progetto: Pd e M5S hanno chiesto il ritiro della delibera; nessun intervento dalla maggioranza di centrodestra. «E il fatto che nessuno prenda la parola per difendere la scelta dell’amministrazione è imbarazzante: silenzio assordante», per il Pd. Rimandato il voto, il consiglio comunale andrà avanti anche oggi.
SOSPIRI IN COMUNE Per spiegare cosa accadrà nella zona davanti alla stazione centrale sono state convocate due riunioni urgenti della commissione Gestione del territorio, guidata dal consigliere Andrea Salvati (Lega). Alla prima, nel pomeriggio di ieri, è intervenuto il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia): «Il primo dato politico che rappresenta un successo storico è che Pescara avrà la nuova sede della Regione sull’area di risulta al posto di un progetto di edilizia privata, una sede che sarà un attrattore pubblico. Sull’opera», ha annunciato Sospiri, «la Regione investirà ben 52 milioni di euro complessivi». Sospiri ha tracciato anche la mappa degli spostamenti: «Nella struttura, verranno accorpati tutti gli uffici regionali oggi sparsi sul territorio, ad eccezione, per ora, di quelli politici della presidenza del consiglio regionale e dei gruppi consiliari che hanno una propria sede di proprietà in piazza Unione, ma non escludo che in futuro sposteremo anche quegli spazi». Poi, una bordata politica: «Dopo anni di obiettivi falliti, il governo Marsilio riuscirà a consegnare la nuova sede della Regione a Pescara».
MASCI IN COMMISSIONE La seconda riunione, invece, si svolgerà oggi alle 10 e sarà il sindaco Carlo Masci – assente al consiglio di ieri per la presentazione, a Roma, del festival di animazione Cartoons on the Bay in partenza da domani a Pescara – a relazionare sull’accordo di programma firmato con la Regione. Dopo la seduta della commissione, si riaprirà il consiglio. Negli stessi minuti, il M5S terrà una conferenza stampa in piazza Italia con un titolo: «Tutti i perché di un accordo a perdere».
PROGETTO CONTESTATO In aula, il primo a contestare il progetto chiamato «sede unica della Regione» è stato il consigliere M5S Massimo Di Renzo: «Secondo noi, c’è una grave incongruenza nella procedura», ha detto, «esistono contraddizioni tra la documentazione che il Comune ha inviato per il procedimento della Valutazione di impatto ambientale e quella messa a disposizione per il dibattito del consiglio comunale». Anche il Pd ha sostenuto la stessa tesi: «Il Comune e la Regione hanno integrato il progetto», ha detto Giampietro, «il Comitato Via non ha espresso parere su questo progetto perché l’area del futuro palazzo della Regione è stata stralciata dalla documentazione. Il consiglio non si può esprimere su questo atto fino a quando non ci sarà una valutazione di impatto ambientale vera: non si può fare finta che la nuova sede della Regione sia come una tettoia». Il consigliere di Azione Carlo Costantini ha detto: «Alla mia interrogazione, il sindaco ha risposto che nella nuova sede non ci sarebbero stati gli uffici politici mentre adesso leggiamo sugli atti tutto il contrario. Su questo dovete delle risposte: il Comune deve rispettare le regole come i cittadini. Questo progetto è stato imposto dall’alto: sarà L’Aquila a decidere il futuro del centro di Pescara».

